Il primo cittadino parla di una situazione drammatica con case sul mare, chiama in causa la burocrazia e chiede l’intervento coordinato di Regione e Protezione Civile
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«Non è il ciclone Henry, come sostiene qualcuno che evidentemente non vive a Fuscaldo. È erosione costiera, ed è sotto gli occhi di tutti». Il sindaco di Fuscaldo, Giacomo Middea, fotografa senza giri di parole la situazione che, al 9 febbraio 2026, sta mettendo in ginocchio un lungo tratto di litorale del Tirreno cosentino.
Il quadro delineato dal primo cittadino è netto: «È una situazione drammatica. Tantissime case sono praticamente sul mare e allora dobbiamo intervenire». Un’emergenza strutturale che, secondo Middea, non può più essere affrontata con spiegazioni episodiche o letture riduttive degli eventi atmosferici.
Nel suo intervento, il sindaco fa proprie le parole del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto: «La burocrazia ha ucciso questi territori con i suoi ritardi, con la sua lentezza. È venuto il momento di passare dalle parole ai fatti». Un’accusa diretta a un sistema che, a suo avviso, ha rallentato per anni interventi indispensabili di difesa della costa.
Middea rivendica anche i limiti dell’azione dei Comuni. «Noi sindaci, da soli, possiamo fare letteralmente poco, per non dire niente. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti gli enti preposti», sottolinea, chiamando in causa un livello di responsabilità più ampio e condiviso.
Per questo motivo, annuncia un passaggio operativo imminente. «Questa settimana, qui a Fuscaldo, si terrà un tavolo tecnico. Ci saranno tutti i Comuni del Tirreno cosentino. Verrà invitata la Regione Calabria, la Protezione Civile, e vedremo di estendere l’invito a tutti gli organi e gli enti competenti».
L’obiettivo, ribadisce, è uno solo: «Qualcosa bisogna fare. Dalle parole bisogna passare ai fatti, perché questa è una situazione che non è più sostenibile». Un messaggio che parte da Fuscaldo ma che chiama in causa l’intero tratto costiero calabrese, sempre più esposto agli effetti dell’erosione e ai ritardi della risposta istituzionale.

