«Hanno messo sotto i piedi la nostra dignità e soprattutto il futuro dei nostri figli, che hanno il diritto di mangiare, di andare all’università e di avere le stesse opportunità dei figli dei ricconi».

La voce di uno dei manifestanti si alza dal presidio di Castrovillari. È una richiesta di aiuto che arriva da un settore che denuncia difficoltà sempre più pesanti e teme per la sopravvivenza delle proprie aziende. Questa mattina, ai piedi del Pollino, diversi agricoltori si sono ritrovati con i loro trattori per portare in piazza le ragioni della protesta.

«Siamo disperati, non ce la facciamo più. Le nostre famiglie non possono sostenere ancora questa situazione», è il grido che si leva dal presidio. Tra le richieste, un intervento del governo per contenere i costi e tutelare le produzioni italiane, in un momento in cui il prezzo del gasolio e l’aumento delle spese pesano sulle attività agricole.

«I costi di produzione sono alle stelle, ma i nostri prodotti valgono sempre meno»

Tra i manifestanti c’è chi sceglie di affidare la propria protesta a un simbolo concreto: una zappa da regalare al governo.

«Si è dimenticato del popolo, dei cittadini, degli imprenditori e degli operai», denuncia una delle agricoltrici presenti. Poi spiega le ragioni della rabbia: «Noi portiamo avanti le filiere e produciamo qualcosa che richiede dodici mesi di lavoro per arrivare al raccolto. Nel frattempo affrontiamo costi di produzione che sono arrivati alle stelle».

Il problema, però, non riguarda soltanto le spese necessarie per coltivare la terra. A preoccupare gli agricoltori è anche il prezzo al quale riescono a vendere i propri prodotti.

«La cosa più grave è proprio il prezzo dei nostri prodotti. Non lo decidiamo noi agricoltori, lo decidono gli altri». E ancora: «Non vogliamo aiutini. Vogliamo soltanto che il nostro prodotto venga pagato bene»

Da Spezzano Albanese a Castrovillari, la protesta continua

A Castrovillari sono arrivati anche gli agricoltori di Spezzano Albanese, dove il presidio prosegue da oltre due settimane, giorno e notte. La mobilitazione coinvolge così territori diversi della Calabria, accomunati dalla preoccupazione per il futuro delle aziende agricole. E le conseguenze, avvertono, possono ricadere anche sulle famiglie e sulle altre categorie economiche, dagli autotrasportatori ai consumatori. «Chiediamo al governo risposte con fatti concreti e provvedimenti seri per tutelare i nostri prodotti»