Il fondatore del La Guarimba Film Festival di Amantea lancia un appello. Attraverso una rete spontanea di artisti vengono raccolti fondi e distribuiti aiuti nelle zone colpite dal devastante terremoto
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«La situazione in Venezuela è molto peggio di quello che riusciamo a immaginare da qui». Comincia così l'appello lanciato da Giulio Vita, fondatore del La Guarimba Film Festival di Amantea e del festival Caribe Atómico di Caracas, impegnato in queste ore a coordinare una rete di solidarietà dopo il violento terremoto che ha devastato il Paese sudamericano.
Calabro-venezuelano, Vita racconta una tragedia vissuta anche sul piano personale. «I miei zii stanno bene, ma il muro della loro casa è crollato e non riescono ad entrarvi. In questo momento stanno cucinando arepas per chi ha più bisogno». È l'immagine di un Paese che, spiega, sta cercando di reagire facendo affidamento soprattutto sulla solidarietà tra cittadini, mentre i soccorsi sono resi difficili dai danni alle infrastrutture e dalla complessità dell'emergenza.
L'associazione culturale La Guarimba è entrata a far parte di una rete spontanea nata tra artisti venezuelani. Quello che inizialmente era un gruppo WhatsApp utilizzato per organizzare concerti e mostre si è trasformato in un centro di coordinamento per raccogliere donazioni e distribuirle direttamente sul territorio. Fondamentale anche il lavoro dei filmmaker Oriana Martinez e Nil Jaen di CF.PRO, presenti a Caracas, che stanno documentando quanto accade con fotografie, video e testimonianze poi tradotte anche in italiano.
Secondo Vita, le necessità sono immediate: servono risorse economiche per acquistare cibo, medicinali, tende e attrezzature da lavoro come trapani e smerigliatrici, indispensabili per rimuovere le macerie e raggiungere eventuali sopravvissuti. A mancare sono anche mezzi di trasporto per distribuire gli aiuti nelle aree più colpite.
Per questo il fondatore della Guarimba rivolge un appello in particolare ai giornalisti e agli operatori dell'informazione. «Se conoscete giornalisti o avete contatti nei media, scrivetemi. Abbiamo materiale dal campo, testimonianze reali, tutto traducibile in italiano. Aiutateci a far sapere quello che sta succedendo. Più visibilità significa più fondi e più pressione».
Il terremoto che ha colpito il Venezuela ha provocato centinaia di vittime, migliaia di feriti e decine di migliaia di dispersi, lasciando senza casa un numero enorme di famiglie e mettendo in grave difficoltà i soccorsi. Le operazioni di ricerca proseguono tra edifici crollati e infrastrutture danneggiate, mentre numerosi volontari continuano a lavorare per portare assistenza alle popolazioni colpite.

