«L'ansia c'è, perché la modalità è nuova, però non ci facciamo prendere dal panico. Sono abbastanza tranquillo, anche perché in italiano me la cavo. Alla fine siamo tutti rilassati, perché siamo abbastanza preparati». La fiducia innanzitutto, anche se non per tutti. A Cosenza i maturandi si avvicinano alla prima prova – il tema di Italiano – con approcci vari quanto la natura umana. Va così, di anno in anno, di classe in classe.

«Abbiamo vissuto un anno scolastico molto impegnativo – ci dicono – ma penso che alla fine ne usciremo tutti felici. Ci siamo esercitati, abbiamo studiato, ci siamo messi d'impegno. Certo, c’è emozione perché è qualcosa di nuovo».

Le voci degli studenti a Cosenza prima dell'ingresso a scuola per la prima prova dell'esame di maturità. 

Un'ultima prova, da affrontare «con compagni assieme ai quali abbiamo passato di tutto e di più». Esame tra amici, ma non sempre basta per passare una mattinata tranquilla: «Io sto morendo di ansia, sinceramente, non so cosa aspettarmi da queste tracce. Ho veramente paura, però sono fiduciosa, ce la possiamo fare», ci dice una studentessa.

Le fa eco una “collega”: «Io sto morendo di ansia e non ho dormito stanotte. Spero in San Francesco d’Assisi», dice con un sorriso. Insomma, ci si divide tra panico, atteggiamenti positivi («sono stata proprio tranquilla ieri sera») e fatalismo: «Quello che so fare faccio e amen».

L’attesa è tutta per le tracce: «Speriamo che escano tracce belle, interessanti, su cui possiamo fare tanti collegamenti, riferimenti culturali».

Concentrati sull’esame con un pensiero al futuro e un pizzico di nostalgia: «Stanotte è stato un po' difficile prendere sonno, non tanto per l'ansia, ma per la tristezza, la nostalgia che mi sta accompagnando in questi giorni. La paura che può finire tutto, diciamo, dà molta tristezza».

Cinque anni di gioie e dolori, di crescita. Ci si apre al futuro con speranza e preoccupazione. È la vita. E (per fortuna) non resta incasellata tra le tracce di un tema.