Una notte di follia che sembra uscita da "Duel", il celebre film di Steven Spielberg in cui un camionista senza volto trasforma una strada deserta in un incubo mortale per un povero automobilista. Solo che questa volta non è cinema. È il racconto contenuto in una denuncia presentata ai carabinieri della Compagnia di Cosenza da un ragazzo di vent'anni, che sostiene di essere stato inseguito e speronato per diversi chilometri tra Zumpano, Rende e Cosenza.

Secondo quanto riferito nel verbale, tutto avrebbe avuto inizio intorno all'1.50 della notte tra il 27 e il 28 giugno. Il giovane, dopo aver partecipato al compleanno della nipote a casa del fratello a Zumpano, era salito in auto insieme alla fidanzata per riaccompagnarla a casa.

Giunti nei pressi della rotatoria della cosiddetta strada dei Cantieri, i due avrebbero notato una Volvo grigia procedere con un'andatura anomala. «Zigzagava, invadeva la corsia opposta, rallentava e accelerava senza motivo - racconta il ragazzo - tanto da farci pensare che il conducente fosse ubriaco».

Per allontanarsi dalla vettura, il ventenne decide di effettuare un sorpasso. «Un sorpasso tranquillo, non ho nè usato il clacson nè inveito alcunché dal finestrino».

Da quel momento, però, la situazione precipita. Sempre secondo la denuncia, l’uomo alla guida della Volvo avrebbe iniziato a inseguire la loro auto, superandola e frenando bruscamente nel tentativo di costringerla a fermarsi.

I due scelgono di non fermarsi e proseguono verso Rende sperando che l’uomo (un sessantenne che poi risulterà positivo alcol test) desista dai suoi intenti. Ma l'inseguimento continua. All'altezza della rotatoria nei pressi del centro commerciale L'Elefante, il conducente della Volvo li avrebbe raggiunti, affiancati e urtati volontariamente, facendo perdere per un attimo il controllo dell'auto, che finisce contro alcuni cartelli stradali provvisori.

La fidanzata, spaventatissima, chiama il 112, mentre il giovane avvisa anche i genitori rimasti alla festa. L'automobilista, però, continua a tallonarli.

«Mi affiancava e tentava di spingermi contro il guardrail», si legge nel verbale. Gli speronamenti, secondo il suo racconto, sarebbero stati almeno sei o sette. All'ennesimo urto, l'auto della coppia finisce in testacoda, invadendo a tratti anche la corsia opposta. Solo per puro caso, sottolinea il ragazzo, in quel momento non transitavano altri veicoli.

L'incubo, tuttavia, non finisce. Ripartito in direzione Cosenza, il giovane sostiene di aver visto il conducente della Volvo impugnare un pezzo di lamiera staccatosi dalla propria vettura e utilizzarlo per colpire nuovamente la sua auto in preda a una rabbia cieca.

Arrivati nei pressi della rotatoria iniziale, il ragazzo decide quindi di dirigersi verso Zumpano, dove nel frattempo si trovavano i genitori. Anche lì, però, la Volvo continua a seguirli, tentando ripetutamente altri frontali e nuovi speronamenti. La fuga termina soltanto quando, dopo un ultimo impatto, il conducente della Volvo scende dall'auto dirigendosi verso il giovane con atteggiamento minaccioso.

In quel momento arrivano il fratello del ragazzo e i genitori, che riescono a bloccare l'uomo in attesa dell'arrivo dei carabinieri e del personale del 118.

Nella denuncia il ventenne riferisce anche che, durante l'attesa dei soccorsi, l'uomo avrebbe pronunciato frasi minacciose in dialetto cosentino: «Domani è un altro giorno, mi ricordo la tua faccia».

Il giovane e la fidanzata vengono trasportati al Pronto soccorso dell'ospedale di Cosenza, dove ai sanitari viene diagnosticato un trauma al collo da incidente stradale con prognosi di dieci giorni. Entrambi risultano negativi agli accertamenti alcolemici e tossicologici. Mentre l’uomo viene arrestato.

Nella querela il ragazzo precisa inoltre di non aver mai conosciuto né incontrato in precedenza il conducente della Volvo e di non aver tenuto alcun comportamento che potesse giustificare una simile aggressione, chiedendo infine che l'autore venga perseguito per tutti i reati che saranno ravvisati dall'autorità giudiziaria. «Ho voluto far conoscere la mia stortia a tutti perché è importante che, specie i ragazzi, stiano con gli occhi aperti».