Doppio passaggio processuale per Adolfo Foggetti, figura centrale in diversi procedimenti antimafia legati agli assetti criminali del Cosentino. La novità emersa in udienza riguarda, da un lato, il processo Recovery e, dall’altro, la posizione dell’ex reggente del clan Rango-Zingari sulla costa tirrenica cosentina nell’ambito del rito abbreviato di Reset.

Nel processo Recovery, la Procura antimafia di Catanzaro ha comunicato oggi la decisione di rinunciare all’escussione di Foggetti. La scelta è stata rappresentata davanti al collegio giudicante presieduto dalla presidente Paola Lucente. Secondo la valutazione della pubblica accusa, sui temi investigativi ritenuti rilevanti sarebbero sufficienti gli esami già resi da altri collaboratori di giustizia sentiti nel corso del dibattimento.

La decisione della Dda, però, si innesta su quanto emerso nel procedimento Reset, rito abbreviato, dove Foggetti è imputato. In quell’udienza l’ex esponente del gruppo criminale cosentino è comparso in collegamento dal carcere in cui è ristretto, senza travisamento, e ha nominato due difensori, tra cui un nuovo avvocato del foro di Spoleto. Resta nel collegio difensivo anche l’avvocato Michele Gigliotti.

Il dato più rilevante è il programma di protezione. Foggetti, secondo quanto si apprende, n’è uscito dopo la cessazione intervenuta nel novembre 2025. L’ex collaboratore non avrebbe inteso rinnovare il percorso protetto per diversi motivi. Una scelta che incide sulla sua condizione personale, pur senza escludere la prosecuzione delle dichiarazioni nei procedimenti in cui è chiamato a deporre.

Foggetti, conosciuto anche come “il Biondo”, continuerà infatti a rendere dichiarazioni nei processi ancora aperti. Il prossimo passaggio è fissato per il 24 giugno, quando sarà chiamato a confrontarsi con il collaboratore di giustizia Daniele Lamanna per il delitto di Luca Bruni, con il quale ha condiviso una parte del percorso criminale fino al 2014.