Non sono bastati incontri tra le istituzioni, le lamentele dei cittadini, le lettere dei residenti e delle associazioni. Nonostante tutto il rumore, quel luogo, nel centro di Cosenza, continua a essere un Far West
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Non parliamo di periferia, parliamo di centro città. Parliamo di un luogo che ad ogni ora pulsa di vita, tra esercizi commerciali e viaggiatori, moltissimi pendolari. Ma nonostante le segnalazioni, le lettere di protesta dei residenti, gli incontri in Questura e tra istituzioni, se c’è un problema che sembra irrisolvibile, è proprio quello che riguarda la sicurezza alle autolinee di Cosenza.
Sembra più semplice pensare a una rapida risoluzione della guerra in Iran, piuttosto che immaginare che, prima o poi, che luogo, ormai un Far West, lontano – ma così vicino – alla piazza centrale della città, possa cambiare volto. Si parla di tutto: ospedale, grandi opere, viabilità, ma sulle Autolinee non si è mai visto uno straccio di progetto, uno spiraglio.
Di tanto in tanto la Polizia pizzica qualche ubriaco, qualche violento, qualche spacciatore o borseggiatore, ma è una goccia nel mare perché per la conformazione e la quantità mezzi parcheggiati che offrono riparo e nascondigli, sono tanti, troppi i malintenzionati che si nascondono e possono agire nell’ombra.
Il sindaco di Cosenza Franz Caruso ha affrontato più volte la questione sicurezza sia con il questore sia col Prefetto.
A dicembre scorso, dopo le proteste dei residenti, il sindaco aveva incontrato il Comitato spontaneo della zona, definendo lui stesso la situazione «difficile e insostenibile» annunciando di aver chiesto al Prefetto la convocazione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica proprio sul nodo dell’autostazione.
A gennaio, l’ultima discussione, durante un vertice a Palazzo dei Bruzi con il nuovo questore in cui si è parlato di sicurezza urbana e integrazione, con particolare attenzione alle aree più sensibili della città e quindi anche delle Autolinee.
Ma nessun risultato concreto s’è visto. Caruso, davanti alle richieste di un presidio permanente di Polizia municipale, ha più volte richiamato un problema strutturale: la carenza di organico. Il Comune non riuscirebbe a garantire una presenza costante degli agenti proprio per la scarsità di personale disponibile considerando che si tratta di una zona “calda” che non può essere affidata a un singolo di turno.
Ed è probabilmente qui il punto centrale: un presidio fisso h24 richiede uomini, turnazioni, mezzi e costi continui. Serve personale stabile dedicato esclusivamente a quell’area, personale preparato ad affrontare anche situazioni complicate. Oppure va considerata seriamente, ma con un progetto serio e solido, di spostare le autolinee altrove, rendendo quello spazio luminoso e fruibile alla città, magari anche verde.
Nel 2024 il Comune aveva lavorato proprio sull’idea di svuotare progressivamente l’attuale autostazione – gestita da Ferrovie della Calabria – trasferendo il terminal bus a Vaglio Lise e trasformando quella zona in un hub intermodale collegato alla stazione ferroviaria. Ma da allora nulla si è smosso, anzi, la situazione si è ancora di più impantanata perché avendo in mente di spostare l’autostazione, non si investe sul presidio fisso permanente, che avrebbe dei costi, in vista del cambiamento futuro (che è ancora nebuloso). Ma per i cittadini il problema resta presente qui e ora, indipendentemente dai progetti venturi.
Sui social il sentimento prevalente è quello dell’abbandono. C’è chi parla apertamente di «degrado ormai fuori controllo», chi denuncia la paura quotidiana dei figli costretti a passare dall’autostazione per andare a scuola e chi invoca addirittura «l’esercito giorno e notte».
Una madre aggiunge: «Mandiamo i nostri figli a scuola con l’ansia». E ancora: «Si aspetta il morto?».

