La misura è stata applicata al termine della direttissima svoltasi in data odierna davanti al giudice Stefania Antico.
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Sono stati revocati gli arresti domiciliari nei confronti di M.A., infermiere, residente ad Acri, comparso davanti al giudice Antico nella direttissima celebrata per una contestazione formulata ai sensi dell’articolo 73, primo comma, in materia di stupefacenti.
Il giudice ha disposto nei confronti dell’indagato la misura dell’obbligo di dimora nel comune di Acri. Il procedimento è stato rinviato al prossimo primo dicembre per la prosecuzione del giudizio.
L’infermiere è assistito dagli avvocati Pierluigi Pugliese e Luigi Maiorano. In udienza era presente, per la pubblica accusa, il pubblico ministero Caprio.
Ascoltati gli agenti della Questura e l’imputato
Durante l’udienza sono stati sentiti gli operatori della Questura di Cosenza che avevano redatto gli atti relativi all’intervento. Successivamente è stato sottoposto a esame anche l’infermiere, che ha potuto fornire la propria versione dei fatti e rispondere alle domande delle parti.
Terminata questa fase, il giudice Antico ha applicato una misura meno afflittiva, imponendo a M.A. di non allontanarsi dal territorio del comune di Acri senza la preventiva autorizzazione dell’autorità giudiziaria.
La perquisizione nella postazione 118 PET di Acri
Il procedimento si inserisce negli accertamenti avviati dopo la perquisizione eseguita dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Cosenza all’interno della postazione 118 PET di Acri.
L’attività di polizia era stata condotta nel pomeriggio e si era protratta per diverse ore. Ai controlli avevano partecipato anche le unità cinofile provenienti da Vibo Valentia.
Secondo le informazioni raccolte, la perquisizione era finalizzata alla ricerca di eventuali sostanze stupefacenti all’interno della struttura destinata al servizio di prima emergenza.

