La strada di nessuno collega lo svincolo autostradale di Tarsia, attraverso l’ex Statale 19 delle Calabrie, alla provinciale 237 che conduce all’abitato di Santa Sofia d’Epiro. Il tratto lungo poco più di un chilometro attraversa in parte il comune di Santa Sofia e in parte il comune di Tarsia. Ma non appartiene alle due amministrazioni. Costruita negli anni settanta nell’ambito di un’opera di bonifica del territorio, l’infrastruttura non ricade neppure nelle competenze della Provincia di Cosenza. Il risultato è la mancata manutenzione di un’arteria strategica posta al servizio di una zona particolarmente vivace sotto il profilo economico-produttivo, dove operano diverse aziende agricole, industriali e della ristorazione.

Inghippo burocratico tutto italiano

Gli utenti sono esasperati. Peraltro quest’area è stata ulteriormente penalizzata anche dalla recente esondazione del Crati. In passato gli enti si sono più volte confrontati senza però determinarsi. Nei prossimi giorni è in programma un nuovo tavolo tecnico. Il sindaco di Santa Sofia d’Epiro Daniele Atanasio Sisca, prova a fare chiarezza: «Questa storia va avanti da decenni. Questo asse viario è noto proprio come la strada di nessuno perché si tratta di una strada consortile, quindi realizzata negli anni settanta dal Consorzio di Bonifica con i fondi della Cassa del Mezzogiorno. Queste strade poi sono tutte passate alla competenza della Provincia di Cosenza, perché il Consorzio di Bonifica ha perduto le competenze su queste arterie stradali».

Il trasferimento fantasma

«Dell’atto di trasferimento delle competenze di questa strada però – sottolinea il sindaco di Santa Sofia d’Epiro - non si ha traccia a differenza di tutte le altre. Infatti tutte le altre strade ed i relativi ponti che, come in questo caso, passano sul fiume Crati, sono passate alla competenza della provincia di Cosenza. Insomma c’è un problema di titolarità da definire. E su questo, anche insieme al sindaco di Tarsia Roberto Ameruso, ci stiamo battendo. Abbiamo avviato più volte una interlocuzione con la provincia di Cosenza sottoscrivendo pure in due circostanze un protocollo d’intesa. Nel frattempo però l’amministrazione provinciale è cambiata e gli impegni sono decaduti».

Spese non autorizzate

I due comuni intervengono di tanto in tanto per rattoppare l’asfalto alla meno peggio, rischiando sanzioni dalla Corte dei Conti poiché si trovano ad investire risorse su una infrastruttura che non gli appartiene: «La situazione è peggiorata dopo la recente alluvione con contestuale straripamento del Crati proprio in quella zona – ha ricordato Daniele Atanasio Sisca – Oggi siamo fiduciosi poiché abbiamo percepito dal nuovo presidente della Provincia, maggiore apertura alle nostre istanze per definire questa situazione che interessa un’area industriale in cui sono impiegate più di 150 persone. Questa strada è al servizio di tutta la parte valliva di Santa Sofia d’Epiro ma è fondamentale anche per la vicina comunità di San Demetrio Corone e pure per le contrade di Squarcio e Soverano del comune di Bisignano. Speriamo di arrivare ad una soluzione».

Siamo stati nei pressi dello svincolo autostradale di Tarsia, lungo la media Valle del Crati nel cosentino, dove cittadini e imprenditori denunciano le condizioni dissestate di un tratto viario del quale gli enti interessati non riescono a definire la proprietà e quindi la competenza