A Cutro, i Carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto Operativo, supportati da quelli della Compagnia di Crotone, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 2 persone (attualmente libere), accusate di “omicidio” e “occultamento di cadavere” nei confronti di un loro stretto familiare.

Tutto è incominciato il 28 settembre 2024, quando una sessantenne ha denunciato presso la Stazione Carabinieri di Cutro la scomparsa di suo marito Salvatore Giglio, all’epoca dei fatti sessantanovenne, avvenuta il 21 settembre precedente.

L’inchiesta

L’inchiesta è stata coordinata dalla Procura della Repubblica del Capoluogo diretta dal Procuratore capo Domenico Guarascio, proseguendo fino al dicembre del 2025 mediante lo svolgimento di numerose intercettazioni telefoniche e ambientali nei riguardi di diversi congiunti, supportate dalle testimonianze di diverse persone.

Nel corso delle serrate indagini, sono state delineate, sebbene solo in forma indiziaria, le presunte responsabilità della moglie – Daniela Rossato, classe 1966 – e del loro figlio – Nicola Giglio, classe 1998 – nella commissione, il precedente 21 settembre 2024, dell’omicidio del loro familiare in casa e nell’occultamento del suo cadavere, gettandolo nelle acque del fiume Tacina in località Steccato di Cutro.

I sopralluoghi per cercare il cadavere

Durante l’attività, i Carabinieri del ris e dei Subacquei di Messina hanno effettuato dei sopralluoghi finalizzati al recupero della salma, ancora non individuata.

Il provvedimento cautelare ha anche documentato i reiterati tentativi di sviare le indagini da parte dei destinatari della misura, in primis denunciando tardivamente la paventata scomparsa della vittima e in secondo luogo cercando di occultarne le tracce, accordandosi sulle versioni da rendere alla Polizia Giudiziaria, acquistando diversi litri di varechina per ripulire la scena del crimine e, infine, fornendo inconsapevolmente delle dichiarazioni anche contrastanti, riscontrate mendaci.