Nella conversazione si è discusso di come costruire un nuovo senso dei luoghi e di se stessi. Scrittori, artisti e sistemi bibliotecari protagonisti della seconda e terza giornata nel padiglione della Regione Calabria
Tutti gli articoli di Cultura
PHOTO
Sala rossa gremita per il dialogo tra il cantautore Dario Brunori e lo scrittore Vito Teti su “Parole e culture della restanza tra visione e possibile”.
Nella conversazione, allietata dalle note di Brunori con La verità, L’albero delle noci, Lamezia Milano e tanti altri suoi successi, si è discusso di come Costruire un nuovo senso dei luoghi e di se stessi. Un incontro -organizzato da Regione Calabria e Calabria Film Commission – che ha intrecciato pensiero antropologico e narrazione artistica. Ne è nata una riflessione sul significato contemporaneo dell’abitare: tra il desiderio e la possibilità di rigenerare luoghi e comunità. Al centro, il pensiero di Vito Teti, tra i principali studiosi dei paesi del Sud e dei processi di spopolamento, che ha elaborato il concetto di “restanza” come modo attivo e consapevole di restare. Accanto a lui, Dario Brunori, fra i più apprezzati cantautori contemporanei, la cui poetica risiede nella rara capacità di tenere insieme radici e complessità, senza cedere né alla retorica né al disincanto facile, dando voce a un’immagine umana, ironica e profondamente autentica della provincia. A moderare, Tommaso Labate, giornalista del Corriere della Sera, già conduttore di “Non è un paese per giovani” su Rai Radio2 e attualmente conduttore del programma televisivo Realpolitik su Rete4, capace di guidare il confronto con uno sguardo lucido e una chiara sensibilità narrativa.
La letteratura e il cinema come strumenti per raccontare il territorio, la base del confronto tra autori contemporanei Carmine Abate, Vito Teti, Angela Bubba, Domenico Gangemi, Gioacchino Criaco, Domenico Dara, Annarosa Macrì e Anna Mallamo, in dialogo con il presidente Anton Giulio Grande della Fondazione Calabria Film Commission, coordinati dal direttore Giampaolo Calabrese.
“Qualcosa deve pure cambiare”. Per una nuova lettura di Franco Costabile, nel padiglione della Regione Calabria, hanno dialogato, con il coordinamento di Salvatore Giuseppe Di Spena, il docente e il saggista Pasqualino Bongiovanni e il polistrumentista N.A.I.P. intorno alla figura e all’opera di Franco Costabile, voce fra le più intense del secondo novecento. Bongiovanni ha offerto una lettura critica capace di restituire la radicalità linguistica e l’urgenza etica della poesia di Costabile, N.A.I.P. invece, performer e autore tra musica elettronica, spoken word e sperimentazione, ha raccontato i testi del poeta attraverso uno sguardo sonoro e contemporaneo.
Grande risalto anche al confronto tra Regione Calabria e realtà bibliotecarie e culturali sui nuovi modelli di lettura e biblioteche come spazio di comunità, accesso e partecipazione nei territori. Sul tema legato agli “Ecosistemi della lettura: comunità, biblioteche e nuove pratiche culturali”, con Gemma Anais Principe, hanno conversato la dirigente regionale Uoa Sviluppo e Sistemi culturali, Maria Antonella Cauteruccio, Manuela Arminio, Gilda De Caro, Tiziana Gallo, Sistemi bibliotecari regionali.




