Dalla formazione classica al jazz, fino alle colonne sonore per cinema e serie tv: il percorso artistico del compositore calabrese.
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Dalla fisarmonica studiata da bambino al pianoforte classico, passando dalla musica dell’anima: il jazz. Virginio Aiello, musicista e compositore calabrese, ha diverse anime che gli volteggiano dentro. Ha cominciato da piccolo a scoprire il sacro fuoco della musica che ancora lo scalda dentro e non smette di divampare.
«Ho iniziato a sette anni – ha raccontato nel corso dell’Intervista negli studi di Cosenza Channel -, ho studiato la fisarmonica per quattro o cinque anni, poi sono entrato in conservatorio a Cosenza e ho proseguito gli studi classici di pianoforte. Dopo il diploma è nata la passione per la musica improvvisata e quindi per il jazz».
Proprio il jazz rappresenta una delle tracce artistiche più importanti del suo percorso: «Del jazz mi piace la libertà, la possibilità di esprimere quello che hai dentro attraverso l’improvvisazione. Non è libertà in senso assoluto perché anche nel jazz ci sono regole, ma è una libertà dentro le regole, che mi ha portato a cercare la mia voce interiore dal punto di vista musicale».
Il suo brano al piano “Van Gogh”, che rievoca le sonorità minimalista di Satie, sul web ha totalizzato milioni di visualizzazioni, ed è stato notato e scelto come colonna sonora in una scena ricca di pathos della serie The Morning Show, prodotto di punta di Apple tv.
«Sono stato contattato via email da una società che curava le musiche dello show. È stato sorprendente e bellissimo, perché entrare in contatto con il mondo del cinema internazionale è stata una grande emozione. La puntata è andata in onda il 5 novembre e l’emozione che ho provato a riascoltare la mia composizione in tv è stata incredibile».
“Van Gogh” è stato utilizzato anche in altre produzioni cinematografiche e documentari, tra cui un cortometraggio ucraino girato durante la guerra e un docufilm francese dedicato all’Alzheimer.
«Nella fase della composizione l’elemento dell’immaginazione è fondamentale. Cerco di trasformare in musica sensazioni e momenti che sono extra musicali, che possono venire dalla pittura, dalle immagini, dalla vita».
Accanto alla carriera artistica, Aiello porta avanti da molti anni anche l’attività didattica come insegnante di pianoforte, esperienza dalla quale sono nati anche metodi didattici per lo studio dello strumento. «Insegno da oltre trent’anni e questi metodi nascono dall’esperienza con gli allievi. Oggi è sempre più importante far innamorare i ragazzi alla musica entrando nel loro mondo musicale e cercando di incontrare il loro sentire».
Ma è vero che tutti possono suonare?
«Non solo tutti possono suonare, ma tutti dovrebbero suonare, si può iniziare a qualsiasi età. La musica ci apre verso mondi differenti e ci mette in contatto con la nostra umanità. Non per forza per diventare professionisti, ma perché la musica è fondamentale».

