L’assemblea provinciale denuncia l’assenza di certezze sulla continuità del servizio e sulla tutela dell’intero personale dell’azienda
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Riprendere immediatamente le trattative, garantire la continuità del trasporto pubblico locale e salvaguardare tutti i 108 posti di lavoro. È la richiesta formulata dall’Assemblea generale della Cgil di Cosenza, riunita venerdì 17 luglio 2026 per discutere della situazione del trasporto pubblico nel comprensorio cosentino e, in particolare, della vertenza Amaco.
Il sindacato esprime «massima solidarietà» ai dipendenti dell’azienda e alle loro famiglie, sottolineando l’assenza di certezze sia sul futuro occupazionale sia sulla prosecuzione di un servizio considerato essenziale per il diritto alla mobilità dei cittadini.
Secondo la Cgil, la vicenda si trascina almeno dal 2023 senza che le diverse ipotesi di acquisizione dell’azienda da parte di soggetti privati abbiano prodotto una soluzione definitiva.
Le ipotesi di vendita rimaste senza seguito
Nel documento approvato dall’assemblea provinciale, la Cgil ricostruisce le diverse fasi della crisi aziendale, ricordando come negli ultimi anni siano state prospettate varie operazioni di compravendita mai arrivate a compimento.
Il sindacato respinge inoltre i tentativi, a suo giudizio, di attribuire alle organizzazioni dei lavoratori la responsabilità delle intese saltate.
L’ultimo caso richiamato riguarda un’assegnazione che sarebbe stata già formalizzata, ma successivamente venuta meno. La proposta, secondo la Cgil, non poteva essere accettata perché priva di due condizioni considerate indispensabili: l’assorbimento di tutto il personale in servizio e la presentazione di un piano aziendale chiaro.
Per l’organizzazione sindacale, qualsiasi soluzione dovrà quindi garantire non soltanto la prosecuzione dell’attività, ma anche la tutela integrale degli attuali livelli occupazionali.
L’esercizio provvisorio affidato alla curatela
Nel frattempo, tra le diverse vicende giudiziarie che hanno interessato l’azienda, la curatela incaricata dal Tribunale di Cosenza ha assicurato l’esercizio provvisorio dell’Amaco.
Questo regime ha consentito finora di mantenere operativo il servizio, ma la Cgil richiama l’attenzione sulle possibili decisioni che potrebbero essere assunte nell’ambito delle prerogative della procedura.
Tra gli scenari indicati figurano la vendita degli asset aziendali indispensabili alla continuità del servizio e l’eventuale apertura di una procedura di licenziamento collettivo.
Il rischio di una vendita separata dei beni
Secondo il sindacato, la cessione degli asset potrebbe complicare ulteriormente la ricerca di un soggetto interessato all’acquisizione dell’intera azienda.
Autobus, strutture e altri beni necessari allo svolgimento del servizio rappresentano infatti elementi fondamentali per rendere sostenibile un eventuale piano industriale. Una loro vendita separata potrebbe ridurre l’attrattività dell’Amaco agli occhi di nuovi operatori.
La Cgil sottolinea che l’azienda non può essere considerata una normale attività commerciale, poiché gestisce un servizio pubblico essenziale dal quale dipendono gli spostamenti quotidiani di studenti, lavoratori, anziani e cittadini senza mezzi propri.
La solidarietà ai 108 dipendenti
L’Assemblea generale della Cgil ha espresso vicinanza ai 108 lavoratori coinvolti nella vertenza e alle loro famiglie.
Il sindacato evidenzia come le condizioni economiche e occupazionali dei dipendenti siano diventate sempre più precarie, in assenza di garanzie sul mantenimento dei posti di lavoro.
La preoccupazione riguarda anche la possibilità che l’incertezza aziendale produca conseguenze sulla regolarità e sulla qualità del trasporto pubblico nell’area urbana di Cosenza.
Per la Cgil, il diritto alla mobilità dei cittadini e la salvaguardia dell’occupazione devono essere affrontati insieme, evitando soluzioni che garantiscano il servizio attraverso una riduzione del personale o un peggioramento delle condizioni lavorative.
Le critiche a Regione, Comune e Cometra
Nel documento vengono chiamati in causa i principali soggetti istituzionali e operativi coinvolti nella vicenda: Regione Calabria, Comune di Cosenza e Consorzio Cometra.
L’assemblea sindacale ritiene che la questione sia stata gestita finora «con superficialità e insipienza», senza imprimere l’accelerazione necessaria alla ricerca di una soluzione.
Si tratta di una valutazione politica espressa dalla Cgil, che contesta ai tre attori di non aver esercitato pienamente le rispettive competenze, nonostante le numerose sollecitazioni avanzate nel corso della vertenza.
Secondo il sindacato, le istituzioni avrebbero dovuto intervenire con maggiore incisività per garantire la continuità del servizio e tutelare le posizioni dei dipendenti.
Lo «stupore» per la nomina del curatore
La Cgil commenta anche la recente nomina del curatore dell’Amaco alla presidenza del Collegio dei revisori dei conti del Comune di Cosenza.
L’assemblea afferma di non poter evitare «un certo stupore» davanti alla scelta, senza però formulare nel comunicato specifiche contestazioni sulla legittimità dell’incarico.
Il riferimento viene inserito nel quadro più ampio dei rapporti tra la procedura che riguarda l’azienda e l’Amministrazione comunale, chiamata a svolgere un ruolo centrale nella definizione del futuro del trasporto pubblico cittadino.
La richiesta di trattative immediate
La conclusione del documento è affidata a un appello alla ripresa del confronto tra tutte le parti interessate.
La Cgil chiede che le trattative vengano riaperte immediatamente e siano condotte con una «concreta ed effettiva volontà» di arrivare alla migliore soluzione possibile per l’Amaco.




