L’annuncio di Eni arriva a distanza di appena due giorni dalle parole del vicepremier Matteo Salvini, che aveva escluso un calo a breve del costo dei carburanti per famiglie e imprese. Una previsione che, almeno per la rete Enilive e per il prezzo effettivamente pagato alla pompa, viene ora contraddetta dalla decisione della compagnia di fissare un tetto inferiore di circa 17 centesimi rispetto ai livelli medi indicati.

Eni ha dunque fissato i prezzi a 1,99 euro al litro il limite per la benzina e a 2,19 euro quello per il diesel.

Il price cap entrerà in vigore dal 28 settembre e avrà inizialmente una durata di 30 giorni. La misura potrà essere estesa fino alla fine dell’anno, in funzione dell’andamento del mercato e delle condizioni degli approvvigionamenti.

L’iniziativa riguarderà la rete Enilive, che conta oltre 4mila stazioni di servizio in Italia, comprese quelle che conservano ancora la precedente insegna Eni.

Eni: «Un contributo di solidarietà»

La decisione viene collegata dalla società alla difficile situazione dei mercati energetici internazionali.

Eni richiama in particolare la contrazione dell’offerta di prodotti raffinati determinata dalle crisi geopolitiche e la riduzione della capacità di raffinazione europea, con numerosi impianti chiusi negli ultimi quindici anni.

In questo quadro, la società definisce il tetto ai prezzi un «contributo di solidarietà al Paese, ai consumatori e alla propria clientela».

Eni sostiene inoltre di avere già assorbito nei mesi precedenti una parte dell’incremento delle quotazioni internazionali, evitando di trasferirlo integralmente sui prezzi consigliati alla propria rete.

Il nodo delle accise

La misura arriva in una fase delicata anche sul fronte fiscale. Dal 26 settembre al 5 ottobre è prevista infatti una riduzione dello sconto sulle accise del diesel: l’agevolazione passa da 12,2 a 6,1 centesimi al litro, Iva compresa.

Il price cap di Eni è legato anche all’attuale quadro delle agevolazioni fiscali e punta quindi a contenere l’impatto degli aumenti sui consumatori.

Palazzo Chigi ha espresso apprezzamento per l’iniziativa, definendola un intervento nella direzione di calmierare il caro carburanti che sta pesando su famiglie e imprese.

Consumatori favorevoli, ma attenzione ai prezzi esposti

Positiva anche la prima reazione dell’Unione nazionale consumatori. Il presidente Massimiliano Dona ha definito il tetto fissato da Eni «un’ottima notizia», invitando tuttavia gli automobilisti a continuare a confrontare i prezzi effettivamente praticati nelle diverse stazioni di servizio.

Il riferimento resta l’Osservaprezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che consente di verificare le tariffe comunicate dai singoli impianti.

Il tetto fissato da Eni non rappresenta infatti un prezzo unico nazionale: 1,99 euro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio sono i valori massimi che non dovranno essere superati nella rete interessata dall’iniziativa.