Il progetto di una metropolitana di superficie tra Cosenza, Rende e l’Università della Calabria accende il dibattito sulle possibili soluzioni tecniche per collegare l’area urbana sfruttando le infrastrutture ferroviarie già esistenti.

A intervenire è l’ingegnere Renato Arena, già direttore della Motorizzazione di Cosenza, che propone una strada differente rispetto all’ipotesi di realizzare uno scartamento misto mediante l’aggiunta di una terza rotaia.

Secondo Arena, il collegamento potrebbe essere realizzato limitando gli interventi strutturali sulla sede ferroviaria e utilizzando invece materiale rotabile dotato di carrelli a scartamento variabile.

«Esistono già treni capaci di cambiare scartamento»

Il problema nasce dalla presenza di due sistemi ferroviari differenti: la rete delle Ferrovie della Calabria utilizza lo scartamento ridotto, mentre la rete RFI adotta quello ordinario.

Arena richiama l’esperienza della Svizzera, dove sono già in esercizio convogli in grado di passare da uno scartamento all’altro attraverso appositi sistemi di cambio.

Uno degli esempi più noti è il GoldenPass Express, che collega linee ferroviarie con scartamenti differenti. I convogli sono realizzati da Stadler, con design firmato Pininfarina, mentre il sistema dei carrelli a scartamento variabile è stato sviluppato attraverso un percorso tecnico che ha coinvolto la compagnia ferroviaria svizzera MOB, Prose e Alstom.

La tecnologia permette al materiale rotabile di adattare la distanza tra le ruote durante il passaggio attraverso un apposito impianto di cambio scartamento e di adeguarsi anche alle differenti altezze delle banchine.

L’alternativa alla terza rotaia

È proprio questa soluzione che Arena propone di approfondire per l’area urbana cosentina.

«La realizzazione ipotizzata con una rotaia interposta o con altre opere infrastrutturali che comportano impegni economici – osserva – potrebbe essere sostituita dall’utilizzo di idonei vettori compatibili con i due diversi scartamenti».

Non si tratterebbe comunque di far circolare i treni senza alcun intervento: sarebbe necessario realizzare un punto tecnico di transizione tra le due reti e verificare la compatibilità dell’intero sistema con infrastrutture, sagome, segnalamento, alimentazione e normative ferroviarie. L’ipotesi indicata dall’ingegnere sposta però una parte consistente dell’intervento dall’infrastruttura al materiale rotabile.

L’idea di arrivare fino a Cosenza Casali

Arena rilancia inoltre una prospettiva ancora più ampia: utilizzare questa tecnologia per collegare direttamente all’Università della Calabria anche la stazione di Cosenza Casali e, quindi, il centro storico.

«Immaginate – sottolinea – con una modifica di questo tipo di poter collegare la stazione di Cosenza Casali, e quindi il centro storico di Cosenza, con l’Università».

Una possibilità che allargherebbe il progetto originario del passante, pensato lungo l’asse piazza Matteotti-Rende-Unical, trasformandolo in una linea capace di penetrare maggiormente nel tessuto urbano del capoluogo.

«Serve più attenzione all’innovazione»

L’ex direttore della Motorizzazione muove infine una critica alla capacità della politica di guardare a soluzioni tecnologiche già sperimentate in altri Paesi, chiedendo maggiore attenzione verso sistemi che potrebbero consentire di utilizzare in maniera più efficiente le infrastrutture esistenti.

Arena ricorda anche come, fino ad alcuni decenni fa, il vecchio tracciato ferroviario delle Ferrovie dello Stato arrivasse molto vicino agli edifici dell’Università della Calabria, prima della sua dismissione.

Il suo intervento aggiunge così una nuova ipotesi al confronto aperto sulla mobilità della Grande Cosenza: non soltanto potenziare i binari esistenti, ma valutare anche se possano essere i treni ad adattarsi alle due reti oggi separate.