Appello ai parlamentari calabresi. Il sindacato chiede tutele per circa 600 precari tra scuola e cultura e più risorse per stabilizzare i tirocinanti
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La Cisl Calabria chiede ai parlamentari calabresi di intervenire sulla legge di stabilità per cancellare la riduzione degli organici scolastici. Secondo i dati indicati dal sindacato, oltre 300 dei 7.000 posti interessati a livello nazionale, tra docenti e personale ATA, riguardano la Calabria. Il taglio, sostiene la Cisl, rischia di indebolire le scuole della regione.
La segreteria regionale intende lavorare con quella nazionale per modificare il testo durante l’esame parlamentare. Il giudizio riprende quello della segretaria generale Daniela Fumarola, secondo cui la manovra «accoglie alcune nostre richieste, ma presenta aspetti critici da correggere».
Scuola e cultura, due scadenze per circa 600 precari
Oltre alla questione degli organici, la Cisl segnala al Governo due vertenze che, secondo le sue stime, coinvolgono complessivamente circa 600 lavoratori calabresi. Per gli ex tirocinanti di inclusione sociale impiegati nella scuola, i contratti sono scaduti a luglio. Per i precari del Ministero della Cultura la scadenza è invece a fine novembre: senza un intervento, avverte il sindacato, rischiano di perdere il lavoro.
Una richiesta distinta riguarda i tirocinanti di inclusione sociale (TIS) rimasti esclusi dalle procedure di assunzione in corso. La Cisl chiede di aumentare il finanziamento strutturale, che indica in 5 milioni di euro, per consentire anche la loro stabilizzazione.
Fisco e pensioni, le correzioni chieste e le misure condivise
Sul fisco, la Cisl Calabria contesta la flat tax al 15% che, secondo la sua lettura del provvedimento, si applicherebbe alle partite IVA con redditi fino a 100.000 euro. Il sindacato richiama l’aliquota marginale del 43% per i dipendenti e giudica eccessiva la disparità di trattamento. In materia previdenziale chiede di correggere il blocco dell’indicizzazione per le pensioni superiori a 2.447 euro lordi, perché teme un’ulteriore perdita di potere d’acquisto.
Tra le misure che rivendica, la Cisl indica il taglio dell’Irpef per i redditi fino a 55.000 euro e la conferma della detassazione dei premi di risultato e degli aumenti legati ai rinnovi dei contratti nazionali. Valuta positivamente anche la tassazione agevolata al 15% delle maggiorazioni per il lavoro notturno, festivo e a turni, gli investimenti nella Zona economica speciale e gli incentivi alle assunzioni di giovani e donne.
Per contrastare gli effetti dell’inflazione e del caro energia, il sindacato propone meccanismi che adeguino i salari all’aumento effettivo dei prezzi, soprattutto quando i rinnovi contrattuali tardano. Chiede inoltre politiche che favoriscano una distribuzione più equa del valore tra chi lavora nelle diverse fasi delle filiere produttive.
Sanità, la richiesta di rivedere i tetti alla spesa per il personale
Per la sanità, la Cisl indica un finanziamento nazionale di 146,3 miliardi di euro. Il timore è che i costi dei rinnovi contrattuali, dell’energia e dei farmaci assorbano le risorse aggiuntive, riducendo il margine per migliorare i servizi.
In Calabria, dove resta in vigore il Piano di rientro sanitario, la richiesta al Governo riguarda in particolare i tetti di spesa per il personale. Il sindacato ne chiede il superamento per consentire le assunzioni necessarie a garantire l’assistenza.

