La stagione estiva del Minerva Club Resort Golf & Spa di Marina di Sibari si chiude con numeri di rilievo che confermano la solidità del complesso ricettivo della Sibaritide. Nel corso dei circa cento giorni di attività, la struttura ha registrato un flusso costante di viaggiatori, garantendo uno standard di accoglienza commisurato alla grande capacità recettiva dell'impianto.

«Il Minerva ospita fino a circa 3.000 posti letto e noi durante l'estate ospitiamo circa 200.000 presenze», spiega l’esperto imprenditore turistico Luigi Sauve tracciando il bilancio delle presenze e sottolineando l'andamento delle attività. «Purtroppo si tratta di una stagione molto corta: circa 100 giorni, però devo dire che quest'estate è andata piuttosto bene». Il riscontro economico e l'afflusso di visitatori hanno infatti tenuto botta rispetto ai timori di contrazione dei ricavi emersi in diverse località della regione. «Rispetto all'anno scorso siamo sugli stessi numeri sia di presenza che di revenue, insomma diciamo che l'estate è stata positiva», evidenzia Sauve, ridimensionando l'impatto delle stime regionali più caute.

L'andamento dell'estate ha comunque risentito dei generali condizionamenti economici nazionali, con l'inflazione e il rincaro dei prezzi che hanno orientato le scelte della clientela verso forme di viaggio differenti: «Sicuramente ha influito, il carovita ha influito, soprattutto il carobenzina ancorché psicologicamente influisce, quindi noi sempre più abbiamo turismo di prossimità», chiarisce la proprietà del resort, ponendo l'accento sulle abitudini di consumo degli italiani.

Un fenomeno al quale si somma la quasi totale assenza di flussi esteri, legata alla mancanza di infrastrutture di collegamento veloci e alla conseguente riorganizzazione dei canali di vendita diretta. «Sono già due anni che non operiamo con tour operator, tanto-meno con gli esteri perché purtroppo essendo noi la Sibaritide una porzione della Calabria che non è servita da aeroporti non abbiamo turismo estero», osserva Sauve.

La questione dei trasporti e dell'accessibilità territoriale si conferma quindi lo snodo cruciale per consentire al comparto turistico di superare i limiti della concentrazione estiva e allungare i tempi di apertura. «Io da un ventennio batto sul discorso aeroporto della provincia di Cosenza», ribadisce, richiamando l'attenzione sull'ampiezza dell'ambito territoriale cosentino e sulle opportunità ancora inespresse: «La provincia di Cosenza è la terza provincia più grande d'Italia ed è l'unica della Calabria che non ha un aeroporto. Assolutamente non sto pensando a un aeroporto nella Sibaritide, ma sto pensando a un aeroporto della provincia di Cosenza».

Secondo la vision della struttura, la presenza di uno scalo dinamico modificherebbe radicalmente le prospettive di crescita dell'intera filiera locale. «Per la mia esperienza, che ormai è oltre 25 annale, l'aeroporto ci potrebbe semplicemente raddoppiare la stagione», conclude Soave, mostrando scetticismo verso le recenti ipotesi di riconversione di piccole aviosuperfici locali e confermando la necessità di interventi infrastrutturali di ben altra portata.