Prosegue il procedimento giudiziario nei confronti di don Daniel Cardenas, ex parroco di Rivisondoli, coinvolto in un incidente stradale nel marzo del 2024 e risultato positivo alla cocaina dopo gli accertamenti eseguiti in ospedale. Per il sacerdote il pubblico ministero ha chiesto una condanna a un anno e due mesi di reclusione, mentre la difesa sostiene che la sostanza sarebbe stata assunta accidentalmente e che al momento dell'incidente il religioso non fosse in stato di alterazione.

L'incidente risale al 10 marzo 2024, quando il sacerdote, alla guida della sua Toyota, perse il controllo dell'auto andando a schiantarsi contro un guardrail in località Santa Brigida, in provincia dell'Aquila. Dopo l'arrivo dei soccorsi, gli esami tossicologici effettuati al pronto soccorso evidenziarono la presenza di cocaina nell'organismo, con un valore ritenuto elevato dagli inquirenti. A seguito degli accertamenti, la polizia ritirò la patente di guida e denunciò il sacerdote all'autorità giudiziaria.

Poche settimane dopo l'episodio, il vescovo della diocesi di Sulmona-Valva, Michele Fusco, dispose la sospensione di don Cardenas dall'incarico di parroco a Rivisondoli. Successivamente il sacerdote è stato trasferito a Roseto degli Abruzzi.

Nel corso del processo, l'avvocato difensore Gerardo Marrocco ha contestato la ricostruzione dell'accusa, sostenendo che gli esami tossicologici dimostrerebbero soltanto la presenza della sostanza nell'organismo e non un'effettiva alterazione psicofisica al momento della guida. Secondo la difesa, inoltre, la cocaina sarebbe stata ingerita «per sbaglio», circostanza che il legale intende dimostrare nel prosieguo del dibattimento.

L'udienza è stata rinviata al 1° ottobre 2026, quando accusa e difesa torneranno davanti al giudice per esporre le rispettive conclusioni prima della decisione.