L’immersione di ieri è stato l’ultimo intervento operativo in acqua effettuato dal team finlandese di soccorso coordinato da Dan Europe
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Si è conclusa la fase operativa subacquea della missione internazionale di search & recovery condotta nel sito d’immersione di Dhekunu Kandu, atollo di Vaavu, alle Maldive, dove sono stati recuperati i corpi dei cinque sub italiani morti. L’immersione di ieri è stato "l’ultimo intervento operativo in acqua effettuato dal team finlandese di soccorso coordinato da Dan Europe, insieme ai team di superficie e in stretta collaborazione con la Maldives National Defence Force e le autorità italiane presenti a Malé", informa Dan Europe sottolineando che le condizioni meteo-marine si sono rivelate "più impegnative rispetto ai giorni precedenti, con forte vento, corrente di superficie ed una fase decompressiva più delicata. L’immersione è iniziata circa 1 ora e 30 minuti più tardi del previsto e ha previsto circa 50 minuti di lavoro all’interno della grotta, con una durata complessiva del tuffo di circa 3 ore".
Gli obiettivi dell’immersione includevano la cosiddetta scene clean-up: "La rimozione di sagole guida temporanee e attrezzature installate all’interno delle cavità durante la fase di recupero, oltre alla verifica e recupero di ulteriori elementi rimasti sulla scena e potenzialmente utili alle indagini in corso". "Questa procedura segue best practice riconosciute, che prevedono il ripristino dell’ambiente e la rimozione, ove possibile, delle tracce di attività precedenti - sottolinea - Tutto il materiale recuperato, comprese attrezzature appartenenti alle vittime, ai soccorritori e a precedenti team operativi, è stato consegnato alla polizia maldiviana".
"Le operazioni subacquee sono state condotte secondo procedure consolidate di immersione tecnica e cave, con ruoli operativi chiaramente definiti tra attività di recupero, supporto safety e documentazione. Il team ha usato rebreather a circuito chiuso (Ccr), Dpv e sistemi ridondanti adatti ad ambienti profondi e ostruiti. Queste tecnologie hanno consentito di operare agevolmente per lunghi periodi all’interno della grotta, ottimizzando decompressione, mobilità e sicurezza operativa", conclude Dan Europe ringraziando di cuore "tutte le persone, le istituzioni e i team operativi che hanno reso possibile questa complessa missione internazionale".

