Da chiarire se avesse le manette ai polsi. Disposta l’autopsia, mentre la famiglia annuncia una denuncia. Il passato da calciatore nel Psg e San Fili
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La Procura di Cosenza sta ricostruendo gli ultimi istanti di vita di Mohamed Amin Bessioud, il venticinquenne precipitato dal balcone dell’abitazione di via dei Mille durante una perquisizione dei carabinieri. Il sostituto procuratore Marco Mattia, pubblico ministero di turno, ha disposto l’autopsia e dovrà esaminare la relazione redatta dai militari intervenuti.
Tra gli aspetti da chiarire figura la condizione nella quale si trovava il giovane al momento della caduta. Secondo una ricostruzione ancora da verificare, Bessioud avrebbe avuto le manette ai polsi e si sarebbe servito di una sedia collocata sul balcone per superare la ringhiera e precipitare dal terzo piano.
Nel corso della perquisizione sarebbero stati rinvenuti circa 150 grammi di hashish. All’interno della stanza, secondo le informazioni raccolte, si trovavano Bessioud e due carabinieri, mentre la madre non sarebbe stata presente. Anche questo passaggio dovrà essere approfondito per ricostruire la sequenza degli avvenimenti e verificare le modalità con cui è stato eseguito l’intervento.
La famiglia ha riferito che il venticinquenne avrebbe avuto una crisi di panico e sarebbe apparso particolarmente agitato. La madre avrebbe chiesto ai militari di aiutarla a calmarlo. Nel marzo scorso il giovane aveva già compiuto un gesto autolesionistico, procurandosi una ferita a un braccio.
Bessioud seguiva un percorso presso il Centro di salute mentale di piazza Amendola e il Servizio per le dipendenze. Lunedì 20 luglio era stato condannato a dieci mesi di reclusione per il precedente rinvenimento, nella sua abitazione, di circa 175 grammi di hashish. Il giudice monocratico Tricò, valutate le sue condizioni cliniche, lo aveva autorizzato a frequentare entrambe le strutture. Secondo la famiglia, il percorso presso il Csm era stato autorizzato anche dal magistrato di sorveglianza Giuseppe Greco.
Sul giovane gravava inoltre una condanna definitiva a tre anni e otto mesi per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Quel procedimento era nato da un controllo stradale eseguito nell’ambito di un’inchiesta inizialmente coordinata dalla Procura di Castrovillari. Nell’automobile sulla quale viaggiavano Bessioud e un altro giovane cosentino, indicato con le iniziali D.F., erano stati trovati circa 200 grammi di droga e 30mila euro in contanti. I due, secondo la ricostruzione investigativa, erano diretti verso nord.
Dopo l’arresto, l’allora sostituto procuratore di Castrovillari Veronica Rizzaro, oggi in servizio alla Procura di Cosenza, aveva chiesto e ottenuto l’attivazione di intercettazioni ambientali per approfondire i rapporti dei due indagati ed eventuali ulteriori collegamenti. Il fascicolo è stato successivamente trasferito a Cosenza, dove di recente è stata disposta una proroga delle indagini riguardanti Bessioud, D.F. e altri soggetti.
Il venticinquenne aveva trascorso in carcere il periodo compreso tra novembre 2024 e novembre 2025, in seguito a un provvedimento restrittivo firmato dal gip di Castrovillari Biagio Politano. Secondo le persone che gli erano vicine, quella detenzione e la morte del padre Ryad, avvenuta nel 2023, avevano profondamente segnato la sua vita.
Prima dei procedimenti giudiziari, “Momo”, come veniva chiamato dagli amici, aveva coltivato il sogno di diventare calciatore. Per quasi sei anni aveva giocato come terzino sinistro nel Paris Saint-Germain. Tornato a Cosenza nel 2017, era stato notato dall’allenatore Lorenzo Stranges, che lo aveva voluto nel San Fili. Nell’ambiente calcistico aveva conosciuto anche Alessandro Osvaldo Rocca, diventato successivamente il suo avvocato.
La Procura dovrà ora stabilire che cosa sia accaduto durante la perquisizione, procedere all’inquadramento giuridico del fatto e verificare l’eventuale sussistenza di responsabilità penali. La madre ha annunciato l’intenzione di presentare una denuncia nei confronti dei militari intervenuti. La famiglia è assistita dall’avvocato Rocca.




