Sarà la settimana del rimpasto di giunta del Comune di Cosenza, ma la matassa del Partito Democratico resta ingarbugliata, impantanata nella confusione di ruoli che abbraccia la Federazione. Nicola Irto, segretario regionale, venerdì scorso ha incontrato le aree che hanno sfiduciato il segretario provinciale Matteo Lettieri: quella Iacucci-Guglielmelli, Adamo-Bruno Bossio-Le Fosse, Pappaterra e Guccione-Mazzuca.

Proprio quest’ultimo avrebbe maturato la decisione di ritirare la propria disponibilità ad entrare in giunta dopo che nessuno dal partito regionale ha ancora indicato al sindaco Franz Caruso non tanto chi inserire nella sua squadra di governo, ma addirittura i nomi della delegazione trattante. Un tergiversare di stampo democristiano che cozza con la necessità di partecipare attivamente al rilancio dell’attività amministrativa di cui il primo cittadino ha parlato nella conferenza stampa congiunta con De Cicco mercoledì scorso.

Il punto riguarda la rappresentanza in giunta. La presenza di Maria Locanto secondo la nuova maggioranza della Federazione, quella che ha firmato la sfiducia per intenderci, è figlia della precedente segreteria, unitaria, di Vittorio Pecoraro. Adesso le carte in tavola sono cambiate ed è per questo che il nome caldo era quello di Giuseppe Mazzuca. L’operazione avrebbe consentito di portare Bianca Rende alla presidenza del Consiglio rendendola organica alla maggioranza. Un’operazione importante per il 2027, data in vista della quale sono già in corso le grandi manovre.

Invece no, tutto fermo. Locanto può contare nell’assise su tre consiglieri, che però non appartengono al gruppo del Pd avendone formato uno nuovo, Democrazia e Partecipazione, un anno fa. L’altro assessore in quota Pd , Damiano Covelli, è un fedelissimo del sindaco e non pare in discussione. Oggi, però, in Consiglio non rappresenta la maggioranza dei democrat: solo Concetta De Paola lo indicherebbe in maniera decisa. Alla luce di questo caotico scenario, unito alla ventilata possibilità di ritirare le deleghe al capogruppo Francesco Alimena, l’esito è imprevedibile. Ma, a prescindere, ci saranno scontenti e per nulla silenziosi. E nel pomeriggio ci sarà il faccia a faccia col PSI: nulla va escluso.