La nuova legge elettorale vede il centrodestra diviso e le due donne potrebbero trovare un accordo in caso di pareggio alle prossime Politiche con una intesa su Casini come Capo dello Stato. Intanto nella città bruzia, dove si vota fra un anno, il dialogo fra forzisti e parte dei dem si fa sempre più intenso
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È in queste ore che si gioca il futuro politico del Paese. La premier Giorgia Meloni vuole accelerare sulla riforma della legge elettorale per averne una pronta per le Politiche del 2027. Un nuovo regolamento che permetta non soltanto di avere una maggioranza solida ma che consenta, a quella stessa maggioranza, di poter eleggere il nuovo Presidente della Repubblica.
La strada però è più in salita di quello che si potrebbe credere. Ieri si è tenuto un summit fra la premier, Antonio Tajani, Matteo Salvini e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi. Le distanze all’interno della stessa maggioranza restano ampie sul peso da dare alle preferenze e soprattutto ci sono dubbi di costituzionalità per quanto riguarda l’ampio premio di maggioranza previsto per chi vince le elezioni.
La Meloni, che sa di essere in un cul de sac, allora prova a spedire la palla nell’altro campo, chiamando in causa le opposizioni. Dicano cosa vogliono fare, ha detto la premier che ha organizzato subito un tavolo con le opposizioni per dividersi un eventuale fallimento delle complesse trattative sulla nuova legge elettorale.
Il sospetto è che non tutti hanno fretta di avere un risultato netto alle prossime politiche. In prima fila c’è Forza Italia che è sempre più a disagio nella coalizione a trazione sovranista e vorrebbe tagliar fuori le estreme. Per questo i giornali riportano di una lunga mediazione che vede al centro Marina Berlusconi ed Elly Schlein. L’azionista di maggioranza di Forza Italia e la segretaria nazionale del Pd, grazie ai buoni uffici dell’inossidabile Gianni Letta, potrebbero incontrarsi presto per discutere di un futuro comune in caso di pareggio elettorale, una intesa volta a far fuori Lega e Fratelli d’Italia. L’accordo viene cercato anche sul nome del prossimo Presidente della Repubblica: Pierferdinando Casini non dispiacerebbe a nessuna delle due. Per questo qualcuno rievoca il Patto del Nazareno che vide come protagonisti il Cavaliere, Matteo Renzi all’epoca segretario del Pd e ovviamente Gianni Letta.
Ovviamente siamo ancora ai prodromi. Ma c’è un’altra nota che merita di essere evidenziata. Nella delegazione che ha partecipato all’incontro a Palazzo Chigi sulla nuova legge elettorale per Forza Italia era presente il giovanissimo deputato Stefano Benigni, 38 anni. Diplomato, consulente finanziario e una delle leve più giovani su cui puntano i fratelli Berlusconi (anche il secondogenito Pier Silvio, amministratore delegato Mediaset) per la svolta liberale del partito. Non a caso sebbene giovanissimo è alla seconda legislatura ed insieme a Roberto Occhiuto condivide la carica di vice segretario nazionale di Forza Italia. I Berlusconi vorrebbero quindi una cesura netta con la vecchia classe dirigente e presentare agli elettori volti freschi.
Per il momento Occhiuto non se ne cruccia. Forza Italia in Calabria è tutta concentrata sulla conquista di Reggio Calabria. Se l’operazione dovesse fallire ci sarebbero ripercussioni pesanti nel centrodestra calabrese. Ma le amministrative di Reggio non sono solo l’unico progetto politico dei forzisti. Fra un anno si voterà anche a Cosenza e vista la balcanizzazione del centrosinistra in Forza Italia si sta facendo strada la tentazione di un esperimento politico ovvero un accordo, ovviamente sotto le insegne del civismo, fra forzisti e parti del Pd. Qualcuno ha collocato in questo perimetro la vetrina che il circolo cittadino del Pd ha offerto al presidente Occhiuto sul nuovo ospedale di Cosenza, che si farà a Rende. E’ presto per dirlo ma potrebbe essere anche un antipasto di quanto succederà a livello nazionale nel caso in cui dalle Politiche del 2027 verrà fuori un pareggio.

