Ferdinando Gentile, rappresentante del collettivo che si occupa del diritto all’abitare, sferza le istituzioni: «Deboli coi forti e forti coi deboli, se la prendono con chi è in difficoltà ignorando quello che accade in città sull’edilizia popolare»
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Ad accoglierci nello stabile occupato di via Savoia, a pochi passi dal centro di Cosenza, bambini che giocano insieme. Sono figli e figlie delle famiglie che ormai da anni abitano un palazzo lasciato all’incuria per lungo tempo e poi occupato dal comitato Prendocasa lo scorso decennio per dare un tetto a venticinque nuclei in difficoltà. Pochi giorni fa la Prefettura, spiegano i militanti, ha ordinato l’ennesimo censimento. E se le volte scorse era stata chiesta collaborazione proprio agli attivisti, stavolta le cose sono andate diversamente.
«L’altra mattina la Prefettura ha ordinato l’ennesimo censimento delle famiglie che vivono in questo stabile. Solo che, se le altre volte le istituzioni avevano chiesto e ottenuto la nostra collaborazione, stavolta hanno deciso di ignorarci». A parlare è Ferdinando Gentile, del comitato Prendocasa Cosenza, che spiega: «Questa volta hanno deciso di fermare chi usciva dal palazzo chiedendo loro documenti. Donne, bambine, uomini che andavano a lavoro o a scuola sono stati fermati per fornire le generalità con un atteggiamento che a noi sembra allucinante». Una scena che ha visto le durissime prese di posizione anche di Rifondazione Comunista e di diversi docenti cosentini.
Via Savoia, Prendocasa Cosenza attacca Prefettura e ATERP: «Forti coi deboli e deboli coi forti»
Ferdinando Gentile, poi, riavvolge il nastro dell’occupazione di via Savoia e incontri correlati: «Sono anni che proponiamo soluzioni per risolvere questa vicenda, ma adesso vediamo un restringimento delle opportunità: abbiamo a più riprese chiesto un tavolo di confronto sull’argomento, siamo gli unici a portare soluzioni rispetto all’emergenza casa che in città è pressante». E poi specifica: «Non chiediamo di rimanere qui, ma che venga aperto un percorso strutturale sull’emergenza abitativa a Cosenza per dare una risposta a chi soffre di questa mancanza o attende da anni una casa». Una richiesta già avanzata lo scorso anno, quando gli attivisti del comitato occuparono la sala consiliare di Palazzo dei Bruzi per riportare all’attenzione la necessità di contrastare il fenomeno dell’emergenza abitativa.
Gentile, infine, attacca senza mezzi termini sia la Prefettura, che ha ordinato il censimento, sia ATERP, «che sappiamo pressi per riavere l’immobile. Queste istituzioni si comportano da ipocriti: rispetto alle occupazioni abusive avvenute in questa città, a quello che è successo nella gestione delle case popolari, a quello che succede nel welfare e nei diritti sociali, ci sembra che ATERP e Prefettura facciano i deboli con i forti e i forti con i deboli. Sappiamo benissimo qual è la storia in questa città delle case popolari e ci sembra assurdo – conclude l’attivista – che oggi queste istituzioni se la prendano con trenta nuclei familiari realmente fragili e poi si permetta di far proliferare il malaffare a Cosenza».



