Entro un mese il documento contabile approderà in Consiglio insieme ad un piano di riequilibrio o una proposta di dissesto. Il sindaco: «Serviranno 5-10 anni per risanare»
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Un disavanzo di 7 milioni e 800 mila euro, anni difficili all’orizzonte per le casse comunali e un confronto politico destinato a diventare ancora più acceso. È il quadro tracciato dal sindaco Antonio Barile, che ha annunciato l’approvazione in Giunta del rendiconto della gestione, il cui esame da parte della responsabile del settore finanziario, Caterina Secreti, ha portato all’emersione del deficit. Una situazione che, nelle parole del primo cittadino, potrebbe riservare ulteriori sorprese nei prossimi anni.
«È finita una settimana molto difficile, iniziata male e finita peggio», esordisce Barile, affidando alle sue dichiarazioni una prima ricostruzione della situazione finanziaria dell’ente. «Proprio venerdì, in Giunta, abbiamo approvato il rendiconto che ha evidenziato un disavanzo di 7 milioni e 800 mila euro».
Il sindaco distingue quindi le diverse componenti del deficit, indicando una parte risalente agli esercizi precedenti e una quota che, a suo avviso, sarebbe emersa più recentemente. «Un milione e 200mila euro, è vero, deriva da vecchio disavanzo che verrà poi coperto negli anni comodamente. Tuttavia, circa 6 milioni e 400mila euro è quello che è emerso in questi ultimi mesi».
La preoccupazione di Barile non si limita alla cifra certificata dal rendiconto. Il primo cittadino ritiene infatti che la ricognizione finanziaria possa non essere conclusa: «Io credo che non è finita ancora qui, credo che nei prossimi anni emergerà qualche altro milione che il Comune di San Giovanni in Fiore dovrà coprire».
Barile: «Non c'erano abbastanza soldi per i servizi essenziali»
Nel suo intervento, il sindaco collega il disavanzo alle difficoltà che, sostiene, avrebbe denunciato già da tempo. «Lo vado dicendo ormai da anni, ho sempre detto che a San Giovanni, nel Comune di San Giovanni, non c'erano abbastanza soldi per assicurare i servizi essenziali». Parole che si inseriscono in un clima di fortissima contrapposizione politica all’interno del Consiglio comunale. Barile attribuisce precise responsabilità a chi ha amministrato in precedenza, accusando gli avversari di non aver compreso, o di aver ignorato, gli allarmi sulla disponibilità delle risorse pubbliche.
«Qualcuno dall'altra parte faceva finta di non capire perché aveva altri obiettivi e continuava a sperperare in modo vergognoso il denaro pubblico e siamo arrivati a questo punto», afferma il sindaco. Si tratta di accuse politiche che il primo cittadino promette di accompagnare con una spiegazione dettagliata delle cause del disavanzo. «Nei prossimi giorni spiegherò dettagliatamente le cause di questo disastro e cercherò di rendere la spiegazione molto ma molto facile e capibile a tutti proprio per evitare poi strumentalizzazione» ha aggiunto.
«Cinque-dieci anni molto difficili» per San Giovanni in Fiore
La prospettiva delineata da Barile è particolarmente impegnativa. Il sindaco non nasconde la preoccupazione per le ricadute che il disavanzo potrebbe avere sulla popolazione, chiamata a fare i conti con una fase prolungata di difficoltà. «Mi auguro, non lo dico con cattiveria, che chi ha la colpa di aver prodotto tutto questo ne paghi le conseguenze perché sicuramente a pagarne le conseguenze saranno i sangiovannesi che non hanno alcuna colpa - ha detto -. Avremo davanti 5-10 anni molto ma molto difficili».
È questo uno dei passaggi più significativi delle dichiarazioni del primo cittadino: il risanamento dei conti, secondo la sua ricostruzione, richiederà tempo e comporterà sacrifici. Barile assicura comunque che la sua amministrazione continuerà a lavorare per la città, anche in presenza di ostacoli finanziari e politici.
Il rendiconto in Consiglio comunale: maggioranza e opposizione allo scontro
Dopo il passaggio in Giunta, il rendiconto dovrà essere sottoposto all’esame definitivo del Consiglio comunale insieme ad un piano di riequilibrio o una proposta di dissesto. Barile prevede che servirà «più o meno un mese per approvarlo definitivamente nel pubblico consesso». Nonostante sua prevista per oggi una seduta dell’assise silana, il prossimo passaggio consiliare si annuncia delicato anche per gli equilibri politici dell’assemblea. Il presidente Marco Ambrogio come noto è anche il capo dell’opposizione, che conta 9 consiglieri su 16. Un assetto che rende particolarmente incerto il confronto sul documento contabile e sulle responsabilità politiche legate al disavanzo.
Il sindaco mette in relazione l’esito del voto con il futuro dell’amministrazione. «Aspetteremo il risultato del Consiglio che se verrà approvato andremo avanti con grandi difficoltà», dichiara, ribadendo la volontà di proseguire il mandato. Barile rivendica inoltre il valore dell’impegno politico nei momenti più complessi: «Chi fa politica per amore verso il territorio e verso i propri cittadini continuerà, si sacrificherà per questo e da lì i politici veri, quelli veri, quelli nobili, è proprio nei momenti difficili che stanno vicino al proprio territorio».
«Se ci bocceranno, andremo a votare»
Lo scenario opposto, secondo il sindaco, sarebbe quello di una bocciatura del rendiconto da parte del Consiglio comunale. Barile richiama esplicitamente la maggioranza numerica dell’opposizione e prospetta, in quel caso, il ritorno alle urne. «Se invece ci bocceranno il consuntivo, perché sempre saranno loro a decidere perché hanno la maggioranza, andremo a votare e credo che stravinceremo le elezioni». Il primo cittadino conclude riaffermando la volontà di restare al fianco della comunità: «Continueremo a fianco delle persone per bene e con le persone per bene a tentare di risollevare questo Paese».
Il disavanzo di 7,8 milioni di euro diventa così il centro di una doppia partita: quella finanziaria, che richiederà di individuare le cause del deficit e programmare la copertura delle somme, e quella politica, che si giocherà in Consiglio comunale. Nei prossimi giorni, ha promesso Barile, arriveranno ulteriori spiegazioni. Sarà allora possibile conoscere nel dettaglio la ricostruzione dell’amministrazione e gli elementi contabili alla base delle cifre annunciate.

