La mossa per smontare la norma rischia di diventare un boomerang per il centrosinistra: Avs si è sganciata e la macchina è ferma dopo la conferenza stampa del 4 aprile. Intanto Occhiuto nomina un sottosegretario tecnico di altissimo profilo per smontare la tesi del poltronificio
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C'è molta confusione sulla vicenda dei sottosegretari come è emersa nel corso della nostra trasmissione “Dentro la notizia” condotta dal collega Salvatore Bruno. Nel focus sono emersi sia gli aspetti giuridici sia politici della vicenda e diciamo che l'opposizione non ne è uscita benissimo.
Era il quattro aprile scorso quando in un hotel di Lamezia tutti i capigruppo dell'opposizione hanno annunciato il via ad una raccolta di firme per presentare una legge di iniziativa popolare volta ad abrogare la norma attuativa sui sottosegretari (Legge regionale n. 12/2026) quella cioè che prevede indennità pari all'85% di un assessore più la possibilità di avere una struttura a disposizione con un collaboratore esterno e due interni.
Non solo, ma fra le pieghe della legge erano previsti altri benefici ad altri rappresentanti istituzionali. Nel dettaglio: il contributo auto da 3.114 euro mensili, prima riservato solo a presidente e vicepresidente, viene esteso a tutti gli assessori regionali; la forfettaria missioni da 1.034 euro mensile viene allargata a una platea di undici persone (i due nuovi assessori ei due sottosegretari).
Nell'hotel lametino le opposizioni spiegavano di non aver voluto presentare un disegno di legge a loro firma perché si sarebbe arenato nelle commissioni, vista la fine che hanno fatto gli emendamenti proposti nella Prima Commissione che provavano a limitare i costi, tutti respinti dal presidente Orlandino Greco. «Raccoglieremo una valanga di firme, sarà un fortissimo segnale politico», concludevano. Il referendum abrogativo invece veniva individuato come strada più impervia sia per i costi sia per la bassa affluenza dei calabresi alle urne che avrebbe rischiato di vanificare lo sforzo organizzativo ed economico.
Dopo qualche giorno, il 12 aprile per l'esattezza, il fronte del campo progressista si sfaldava. Avs, che non ha rappresentanti nel consiglio regionale, comunicava di ritenere poco efficace la proposta di legge di iniziativa popolare avanzata e di puntare invece sullo strumento referendario. L'obiettivo è quello di attivare una consultazione popolare che consenta ai cittadini di esprimersi direttamente sulle modifiche allo Statuto regionale.
Il cortocircuito si spiega col fatto che le opposizioni in consiglio regionale e Avs parlano di due cose diverse. Le prime fanno riferimento alla legge attuativa dei sottosegretari, che disciplina appunto le indennità; Avs invece punta ad abrogare la riforma dello Statuto che allarga la giunta a nove e introduce i due Sottosegretari.
Il problema del referendum è che il centrodestra ha varato anche una legge regionale (la 45 del 2025) che prevede che le modifiche dello Statuto possono essere sottoposte a referendum solo in caso di modifiche sostanziali. Piccoli aggiustamenti, come quello del recepimento della legge nazionale che allarga a nove le giunte per le regioni sopra il milione e mezzo di abitanti, sono esclusi dal referendum.
Per Giampaolo Gerbasi, professore Unical di diritto costituzionale comparato, ospite di “Dentro la Notizia”, si tratta di una norma palesemente anticostituzionale perché in contrasto con l'art. 123 della Costituzione. Il Governo, però, non ha sollevato la questione di fronte alla Corte Costituzionale e quindi per il momento la legge è pienamente in vigore.
Si torna allora alla raccolta firme. Dove sono i banchetti? Come si fa a firmare? Nessuno lo sa. Per questo la rappresentante del comitato civico “Non a nostre spese” Paola Levato ha parlato nel corso della trasmissione di un'opposizione “distratta”. Il pericolo è che un vantaggio politico rischia di trasformarsi in un boomerang. Non solo per le spaccature ma proprio per l'inerzia che testimonia come il centrosinistra abbia perso il suo radicamento sui territori.
Intanto Roberto Occhiuto ha spiazzato ancora una volta il centrosinistra. Ha nominato come sottosegretario una figura di altissimo profilo come Ettore Figliolia, uno che ha maturato una vastissima esperienza nei livelli più alti dell'Avvocatura dello Stato. Ha smontato così la tesi per cui i sottosegretari servivano solo a un allargamento delle poltrone per garantire equilibri interni al centrodestra. Non solo ma Figliolia ha rinunciato anche ad una parte importante dell’indennità prevista.
Insomma l'opposizione continua a mostrare scarsa capacità di mobilitazione politica e Occhiuto a breve avrà gioco facile nel dire «Avete visto che non vi segue nessuno?».




