La proposta di legge del centrodestra per eliminare la figura dei sottosegretari regionali apre un nuovo scontro politico in Calabria. Elisa Scutellà, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, interpreta l’iniziativa come una marcia indietro del presidente Roberto Occhiuto, determinata dal rischio di una sconfitta nel referendum promosso dalle opposizioni.

«La paura di prendere una sonora batosta politica, che potrebbe frenare la sua corsa verso la segreteria nazionale di Forza Italia, ha indotto Roberto Occhiuto a fare finalmente un passo indietro sui sottosegretari», afferma Scutellà.

La consigliera richiama anche una precedente espressione utilizzata dal governatore: «Se dovessimo utilizzare il suo lessico istituzionale potremmo definirlo “sfigato”, ma noi abbiamo rispetto dei ruoli e quello che ci preme sono solo i risultati per i calabresi».

La destinazione dei fondi per il referendum

Secondo quanto riferisce Scutellà, la proposta depositata dalla maggioranza consentirebbe di liberare i sette milioni di euro già stanziati per lo svolgimento della consultazione referendaria. Le risorse, nella ricostruzione della capogruppo pentastellata, verrebbero destinate a misure contro il caro gasolio.

«Premesso che è per la testardaggine del centrodestra, convinto della necessità impellente di avere sottosegretari, che come opposizione abbiamo dovuto ricorrere al referendum, è evidente che il presidente Occhiuto ha colto al balzo la sacrosanta protesta dei calabresi, che autorevoli esponenti della sua parte politica cercano di demonizzare, per uscire da un cul-de-sac».

La rappresentante del M5S collega dunque l’iniziativa legislativa alle proteste registrate sul territorio per l’aumento del prezzo dei carburanti e alle conseguenze economiche della crisi.

«Il referendum sarebbe stato un avviso di sfratto»

Secondo Scutellà, il voto avrebbe assunto un significato politico più ampio rispetto alla sola questione dei sottosegretari.

«Il referendum si sarebbe trasformato in un vero e proprio avviso di sfratto per questo centrodestra, visto che i calabresi, affogati da una crisi economica che il Governo centrale non sembra in grado di contrastare, difficilmente avrebbero acconsentito a un ulteriore aumento dei costi della politica. Una figuraccia che nessuna presentazione di libro avrebbe potuto attenuare su Roma».

Si tratta di valutazioni politiche espresse dalla capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle. Nella nota non è riportata una replica del presidente Occhiuto o dei gruppi di maggioranza.

Le contestazioni sui ricorsi

Scutellà interviene anche sul contenzioso legato alla consultazione e critica la scelta della Regione di proseguire con le iniziative giudiziarie.

«Occhiuto dovrebbe spiegare perché, nonostante ben tre pronunce univoche, ha continuato a far spendere quattrini ai calabresi in improbabili ricorsi fino al Consiglio di Stato».

«Improbabili visto che il Tar già si è dichiarato non competente in materia, per cui il ricorso della Cittadella rischia di essere solo un inutile esborso di denaro», aggiunge la consigliera.

Il passaggio della doppia lettura

La capogruppo del M5S rivendica infine il risultato politico raggiunto dalle opposizioni, ma sottolinea che l’iter non è ancora terminato. La proposta di legge dovrà infatti affrontare una doppia lettura prima dell’approvazione definitiva.

«Come opposizione accogliamo con soddisfazione una vittoria politica che abbiamo condotto con pervicacia e in maniera unitaria. Per questo non abbasseremo la guardia, perché la proposta di legge presentata ha bisogno di una doppia lettura per essere approvata».

Scutellà conclude annunciando una vigilanza serrata sul successivo iter: «Se il centrodestra ha in mente di fare giochini in attesa della sentenza del Consiglio di Stato, sta facendo i conti senza l’oste. Su questo dossier non gli daremo tregua».