Solidarietà personale, richiamo alla presunzione di innocenza e fiducia nel lavoro della magistratura. Sono questi i temi che attraversano le reazioni politiche e istituzionali arrivate nelle ore successive alla misura cautelare degli arresti domiciliari disposta nei confronti del sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi, nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Catanzaro.

Da Rende a Cosenza, fino alla Presidenza della Regione Calabria, amministratori anche politicamente molto distanti dal primo cittadino di Corigliano-Rossano hanno scelto di intervenire richiamando le garanzie costituzionali e la necessità di attendere l’accertamento giudiziario dei fatti.

Principe: «Troverà la forza per dimostrare la linearità dei suoi comportamenti»

Tra i primi a manifestare vicinanza a Stasi c’è il sindaco di Rende Sandro Principe.

«Esprimo la mia sincera solidarietà e vicinanza a Flavio Stasi, un giovane sindaco che si è fatto conoscere per dinamismo amministrativo e amore viscerale per la sua comunità», afferma Principe.

Il primo cittadino di Rende si dice certo che Stasi «troverà la forza fisica e morale per dimostrare la linearità dei suoi comportamenti», affidando poi il resto del suo intervento a un richiamo ai principi costituzionali.

«L’invito a rispettare i sacrosanti principi stabiliti dalla nostra Costituzione mi consente di non aggiungere altro».

Occhiuto: «Il garantismo non è indulgenza»

Sulla vicenda interviene anche il presidente della Regione Roberto Occhiuto, che non nasconde le divergenze politiche avute negli anni con il sindaco di Corigliano-Rossano.

«Con Flavio Stasi ho avuto spesso posizioni divergenti, il confronto politico con lui è stato sempre schietto, talvolta aspro. Oggi nulla di questo conta».

Per Occhiuto deve valere il principio secondo cui «nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva», non soltanto per Stasi ma per tutte le persone coinvolte nell’inchiesta.

«Il garantismo non è indulgenza. Invocare questo principio non significa sottovalutare la criminalità o la ’ndrangheta, ma pretendere che in uno Stato di diritto siano rispettate regole di civiltà e garanzie costituzionali che valgono per tutti».

Il presidente assicura inoltre che la vicenda giudiziaria non modificherà l’attenzione della Regione nei confronti di Corigliano-Rossano.

«La Regione c’è e non farà mancare nulla: tutti gli impegni assunti con la comunità restano in piedi», afferma Occhiuto, citando anche il percorso per la candidatura della città a Capitale italiana della Cultura 2029.

Caruso: «No ai processi anticipati»

Vicinanza anche dal sindaco di Cosenza Franz Caruso, che interviene sulla vicenda anche nella sua veste professionale di avvocato penalista.

«Esprimo la mia sincera vicinanza al sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, in queste ore segnate da una vicenda giudiziaria delicata, che merita di essere affrontata con senso di responsabilità, equilibrio e rispetto delle istituzioni».

Caruso si dice convinto che Stasi saprà fornire le proprie risposte rispetto alle contestazioni, ribadendo allo stesso tempo «piena fiducia nell’operato della magistratura».

Il sindaco di Cosenza insiste in particolare sul principio garantista. «Il garantismo non può essere un principio da invocare a corrente alternata, né una posizione da assumere in ragione delle appartenenze politiche. È, al contrario, un fondamento irrinunciabile dello Stato di diritto, che impone di distinguere sempre tra l’ipotesi accusatoria e la responsabilità accertata in via definitiva».

Per Caruso, legalità e garantismo «non sono valori contrapposti», così come la lotta alla criminalità organizzata deve procedere insieme al rispetto delle garanzie riconosciute dall’ordinamento.

La Giunta: «Fiducia nella magistratura»

Una presa di posizione arriva anche dalla Giunta comunale di Corigliano-Rossano, che esprime piena vicinanza politica e personale al sindaco.

L’esecutivo comunale sottolinea innanzitutto il valore delle indagini contro la criminalità organizzata, considerate necessarie per liberare il territorio dal peso economico e sociale della ’ndrangheta.

Rispetto alla posizione di Stasi, la Giunta afferma però di non avere dubbi sulla sua «totale estraneità» e sulla sua «ostilità politica e culturale a qualsivoglia ambiente criminale». Da qui la fiducia negli organi giudiziari affinché la vicenda possa essere chiarita nelle sedi competenti.

Nel frattempo, l’amministrazione assicura che l’attività del Comune proseguirà regolarmente, con particolare attenzione ai procedimenti già avviati e ai progetti considerati strategici per lo sviluppo della città.

Pignataro (Avs): «Stasi ha già pagato prezzi pesanti»

Il segretario regionale di AVS Fernando Pignataro esprime piena vicinanza a Flavio Stasi, richiamandone il percorso amministrativo e politico e auspicando tempi rapidi per il chiarimento della vicenda giudiziaria. «Flavio Stasi si è distinto in questi anni come sindaco e come militante politico nella battaglia contro le mafie e per la legalità, per il cambiamento e per la crescita della nostra terra. Per questo ha già pagato prezzi pesanti, subendo intimidazioni ed essendo stato sottoposto a tutela».

Pignataro ribadisce la fiducia nell’operato della magistratura e si dice convinto che il procedimento potrà chiarire la posizione del primo cittadino di Corigliano-Rossano.

«Abbiamo piena fiducia nella magistratura, che farà luce sugli avvenimenti oggetto di indagine, così come ritengo che si arriverà a riconoscere la piena estraneità del sindaco rispetto alle accuse contenute nel provvedimento cautelare».

Per il segretario regionale di AVS, il punto essenziale è ora la rapidità dell’accertamento. «La sola cosa da auspicare è che si faccia in fretta, nell’interesse della persona e dell’istituzione che rappresenta».

Infine, il messaggio personale rivolto a Stasi e alla sua famiglia: «A Flavio e ai suoi familiari esprimo piena solidarietà e vicinanza, nella convinzione che la linearità e la trasparenza del suo modo di essere e di agire saranno riconosciute in tutte le sedi».