Una trentina di dipendenti ha manifestato nei pressi della “Residenza per anziani San Francesco di Paola” di San Nicola Arcella, contro la decisione del Gruppo San Michele di procedere con 15 licenziamenti, nonostante gli accordi suggellati nel corso di numerosi incontri avvenuti alla presenza dei dirigenti sanitari dell’Asp di Cosenza e delle istituzioni politiche.

Al sit-in hanno partecipato, a sostegno dei lavoratori: Mimmo La Regina, segretario regionale Confial; il sindaco Eugenio Madeo, la vicesindaca Maria Teresa Carbone; i consiglieri d’opposizione Patrizia Lagatta e Domenico Osso e il consigliere regionale Antonio De Caprio.

Una vicenda controversa

La vicenda parte da lontano e affonda le proprie radici nella controversa procedura di affidamento della struttura. Dopo l'aggiudicazione della gestione al Gruppo San Michele, la precedente società, Universiis, aveva impugnato gli atti sostenendo l'esistenza di criticità nei criteri del bando. Le successive pronunce della giustizia amministrativa hanno riconosciuto la necessità di rivedere alcuni aspetti della procedura, pur consentendo al Gruppo San Michele di proseguire temporaneamente la gestione per garantire la continuità assistenziale agli ospiti della struttura.

Nel frattempo si era aperto il fronte occupazionale. L'azienda aveva inizialmente prospettato una riduzione del personale per far fronte alle spese di gestione, ma il confronto con sindacati, amministratori locali e rappresentanti istituzionali aveva portato alla sottoscrizione di un accordo, lo scorso 10 maggio, che prevedeva il mantenimento di 70 lavoratori sui 72 complessivamente impiegati nella struttura.

Un'intesa che sembrava aver riportato serenità ma che, secondo le organizzazioni sindacali, è stata successivamente disattesa.

La versione della Confial

«Abbiamo firmato quell'accordo con riserva, ma oggi ci troviamo davanti a una situazione completamente diversa», ha dichiarato Mimmo La Regina di ConfiAl. «Il Gruppo San Michele ha rimesso in discussione gli impegni assunti e ha avviato una procedura che potrebbe portare a 15 licenziamenti».

Durante il sit-in il rappresentante sindacale ha denunciato un clima interno definito «pesantissimo», sostenendo che molti lavoratori vivrebbero una situazione di forte disagio all'interno della struttura. 

Il dramma di una madre di un figlio autistico

Tra le questioni sollevate da La Regina, vi è anche quella relativa all'applicazione dei benefici previsti dalla legge 104 per una lavoratrice con un figlio autistico, che necessita di costanti terapie pomeridiane. Secondo il sindacato, non verrebbero pienamente riconosciute le prerogative previste dalla normativa.

A far storcere il naso a La Regina sarebbe un passaggio contenuto in un documento del 26 maggio 2026, in cui il Gruppo San Michele risponde alla richiesta della donna di rimodulare i turni di lavoro. «Pur considerando che Lei già usufruisce delle agevolazioni previste dalla normativa vigente in materia di assistenza e tutela – scrive il Gruppo San Michele alla lavoratrice -, la Società ha deciso di prevedere un'ulteriore misura organizzativa di favore, orientando la programmazione lavorativa verso una prevalenza di turni mattutini e notturni (circa il 70% della turnistica complessiva) e limitando l'assegnazione ai turni pomeridiani a circa 2/3 pomeriggi mensili, compatibilmente con le necessità operative della struttura. Tale soluzione è stata individuata con l'obiettivo di favorire, per quanto possibile, un equilibrio tra le Sue esigenze familiari e quelle organizzative del servizio». Parole che per l’esponente Confial suonano come un favore, più che come la concessione di un diritto.

La Regina, cita in proposito, una sentenza della Corte di Giustizia Europea, secondo cui i lavoratori titolare della legge 104 hanno piena facoltà di scegliere i turni di lavoro, esattamente così come riconosciuto dalla vecchia gestione targata Universiis. «Non chiediamo favori – sottolinea La Regina – noi chiediamo certezze e diritti. Questa è la nostra filosofia».

Presunte carenze di materiale

Non solo. ConfiAl riferisce di aver raccolto segnalazioni riguardanti presunte carenze organizzative e materiali all'interno della struttura. Tra queste figurerebbero difficoltà nella disponibilità di alcuni medicinali e di materiale sanitario necessario per le terapie quotidiane, come le siringhe. I dettagli di tali segnalazioni sarebbero stati prontamente inseriti, nero su bianco, in un rapporto che la Regina indica come “il quaderno delle consegne”.

La vicinanza del sindaco

Sul caso è intervenuto anche il sindaco di San Nicola Arcella, Eugenio Madeo, che ha ribadito il valore strategico della struttura per il territorio. «Questa struttura rappresenta un fiore all'occhiello per la comunità di San Nicola Arcella e deve continuare a lavorare con serenità, valorizzando le professionalità presenti al suo interno», ha affermato il primo cittadino. «Faremo tutto ciò che sarà nelle nostre possibilità per difendere la struttura, i lavoratori e gli ospiti che quotidianamente necessitano di assistenza».

Il ruolo di De Caprio

Un ruolo attivo nella vertenza è anche quello del consigliere regionale Antonio De Caprio, che ha sempre partecipato ai tavoli istituzionali promossi per scongiurare gli esuberi. «La situazione è diventata un disagio non più sopportabile né per gli assistiti né per il personale», ha dichiarato. «Non si può andare avanti costringendo le persone a vivere nell'incertezza del proprio futuro lavorativo».

De Caprio ha inoltre ricordato come, nel precedente confronto istituzionale, la direzione dell'Asp avesse assunto l'impegno di verificare con la Regione Calabria la possibilità di ampliare il numero dei posti letto accreditati e di valutare eventuali interventi economici in grado di alleggerire i costi di gestione sostenuti dal Gruppo San Michele, come, ad esempio, quello del canone del fitto.

«Su queste interlocuzioni non abbiamo ancora ricevuto alcuna informazione. È arrivato il momento della serietà e della concretezza», ha concluso il consigliere regionale.

Il nuovo incontro con l’Asp di Cosenza

In virtù di quanto dichiarato, De Caprio ha immediatamente chiesto e ottenuto un incontro urgente con l’Asp di Cosenza. L’Asp ha risposto celermente, convocando nella sede bruzia di via Alimena, oltre a De Caprio, anche i quindici sindaci dei comuni dell’alto Tirreno cosentino (Aieta, Grisolia, Buonvicino, Belvedere Marittimo, San Nicola Arcella, Scalea, Praia a Mare, Tortora, Orsomarso, Papasidero, Santa Domenica Talao, Verbicaro, Santa Maria del Cedro, Diamante e Maierà) e le sigle sindacali Cgil, Uil e Confial.

L’appuntamento è fissato per oggi pomeriggio negli uffici della Direzione Generale, alle 15.30 in punto.