Quando gli hanno sottoposto il progetto della nuova cardiochirurgia dell’Annunziata, il professor Luca Paolo Weltert non ci ha pensato su due volte nell’accettare. È originario di Torino dove ha conseguito la laurea nel 2001. Ha poi completato il proprio percorso formativo con la specializzazione in chirurgia cardiovascolare nel 2006 all’Università di Genova. Giunge a Cosenza dopo una lunga esperienza maturata all’European Hospital di Roma, struttura di riferimento per la chirurgia cardiaca avanzata, per guidare la cardiochirurgia dell’Azienda Ospedaliera e per assumere la cattedra universitaria, all’ateneo di Arcavacata, di chirurgia cardiaca.

L’idea di spostarsi in una città del Mezzogiorno per contribuire al rilancio della sanità pubblica, lo entusiasma. E lo entusiasmano i suoi compagni di viaggio; il direttore generale Vitaliano De Salazar, il rettore dell’Unical Gianluigi Greco, il direttore del dipartimento cardio-toraco-vascolare Franca Melfi, il professor Daniele Maselli, che lo affiancherà nell’ambito della cardiochirurgia endoscopica.

Parla di unità operativa strepitosa e di sale operatorie fantastiche il professore Luca Weltert, primario della Cardiochirurgia inaugurata all'ospedale dell'Annunziata. Con questi presupposti, dice il medico, Cosenza se la gioca in serie A

Progetto di primissimo livello

«L’Azienda Ospedaliera ha realizzato un reparto strepitoso – ha detto ai microfoni del nostro network - Dagli accostamenti cromatici alle tecnologie impiegate nel monitoraggio e per il sollievo della sofferenza del malato. E naturalmente, nella soluzione del problema cardiochirurgico vero e proprio. Un progetto serio, di primissimo livello. Non siamo qui per rincorrere o solo per fare presenza. Cosenza da oggi, nel campo della cardiochirurgia, scende in campo per giocare in serie A. Ho trovato poi una congiunzione di energie con tutte le discipline, dal laboratorio analisi, alla radiologia, alla cardiologia. E tutto lo staff di questo grande plesso cardio-toracico è composto da straordinarie professionalità». Il professor Weltert, insieme a Franca Melfi, direttrice del dipartimento e chirurgo toracio, ha sottolineato l’importanza delle sinergie: «Il cuore, come i polmoni, sono ubicati nel torace. Per cui è evidente la correlazione che impone un ragionamento in termini di network e di collaborazione. La cardiochirurgia può esistere solo in una logica di gruppo».

Tre sale operatorie

Weltert ha anche illustrato le caratteristiche tecniche delle tre nuove sale operatorie, una delle quali, quella segnatamente dedicata alla cardiochirurgia, è attrezzata anche con la «macchina della circolazione extracorporea. Poi c’è una sala una dedicata alla chirurgia toracica ed una di tipo ibrido da condividere con i chirurghi vascolari». In riva al Crati si è trasferito con la propria famiglia. Segnale della volontà di proseguire a queste latitudini il proprio progetto di vita, oltre a quello formativo e professionale.