Nella unità operativa complessa di cardiochirurgia dell’Annunziata di Cosenza, formalmente inaugurata nella mattinata di oggi 14 settembre, ma di fatto già pienamente funzionante, sono stati eseguiti i primi tre interventi, sotto la guida del direttore Luca Weltert.

Nel dettaglio la sostituzione di una valvola aortica unicuspide, un triplice bypass aortocoronarico e un intervento combinato su aorta ascendente, valvola aortica e bypass coronarico. Tutti i pazienti stanno bene. Sono ancora ricoverato ma saranno dimessi, in mancanza di complicanze, già nella prossima settimana.

Reclutate 88 figure professionali

La struttura può contare su un blocco operatorio composto da tre sale allestite con apparecchiature digitali e di ultima generazione, dedicate all’area cardio-toraco-vascolare. Sedici i posti letto per la degenza, cui si aggiungono sei posti per la terapia intensiva. Reclutate 88 figure professionali, tra medici, infermieri, operatori socio sanitari ed altro personale. I numeri sono stati snocciolati nel corso della conferenza stampa organizzata per tenere a battesimo il nuovo reparto, presieduta dal direttore generale Vitaliano De Salazar e dal rettore dell’Università della Calabria Gianluigi Greco.

Sinergia con l'Università della Calabria

La cardiochirurgia infatti, è a valenza università ed il primario, Luca Weltert, ha assunto anche la cattedra di chirurgia cardiaca. È inoltre intervenuto anche Daniele Maselli, ingaggiato dall’ateneo di Arcavacata in qualità di professore straordinario, tra le personalità di maggior prestigio internazionale in ambito cardiochirurgico: «Il mio compito istituzionale è quello di mettere la mia esperienza ormai trentennale nella cardiochirurgia endoscopica, al servizio di questa nuova divisione. Ma coltivo anche uno scopo molto personale che è quello di formare una nuova generazione di chirurghi che possano raccogliere l'eredità mia e di quelli che mi hanno formato e preceduto. Così da dare un senso concreto a tutta una carriera. E questo è un motivo di grande entusiasmo per me».

Frenare la migrazione sanitaria

Si colma così una drammatica lacuna per la qualità delle cure e dell’assistenza dei cittadini di una delle province più vaste d’Italia, con una popolazione di oltre settecentomila abitanti e che ha fin qui alimentato i cosiddetti viaggi della speranza verso gli ospedale del settentrione. «Stimiamo una migrazione sanitaria in questo ambito di dieci milioni di euro all’anno – ha commentato De Salazar – Alla luce dello spessore dei professionisti su cui possiamo contare, credo che riusciremo ad azzerare questo dato. Sono emozionato – ha aggiunto il direttore generale – Se mi guardo indietro a quattro anni fa, penso che in quel momento raggiungere lo storico traguardo era impensabile. Però dal presidente della Regione Roberto Occhiuto abbiamo ricevuto una chiara indicazione in questo senso. Prima è stato necessario riorganizzare interamente l’ospedale. Perché la cardiochirurgia – ha spiegato ancora De Salazar – è una branca eccellente e delicata e necessità di percorsi clinici sanitari fondamentali, di avanzatissime tecnologie, di brillanti professionisti. Tutti elementi che siamo riusciti a mettere insieme per centrare l’obiettivo».

Sottolineato anche l’appeal generato dal cambio di paradigma: «Solo per fare un esempio – ha precisato il manager ospedaliero – al concorso per assumere i cardioanestesisti si sono presentati in 70. Infatti dalla nostra graduatoria sta attingendo tutta la Calabria. C’è stato quindi un cambio di passo anche sotto il profilo dell’attrattività».

Cosenza se la gioca in serie A

Entusiasta il direttore dell’Unità Operativa Luca Weltert, in arrivo dall’European Hospital di Roma: «L’Azienda Ospedaliera ha realizzato un reparto strepitoso – ha detto ai microfoni del nostro network - Dagli accostamenti cromatici alle tecnologie impiegate nel monitoraggio e per il sollievo della sofferenza del malato. E naturalmente, nella soluzione del problema cardiochirurgico vero e proprio. Un progetto serio, di primissimo livello. Non siamo qui per rincorrere o solo per fare presenza. Cosenza da oggi, nel campo della cardiochirurgia, scende in campo per giocare in serie A. Ho trovato poi una congiunzione di energie con tutte le discipline, dal laboratorio analisi, alla radiologia, alla cardiologia. E tutto lo staff di questo grande plesso cardio-toracico è composto da straordinarie professionalità».

Il professor Weltert, insieme a Franca Melfi, direttrice del dipartimento e chirurgo toracio, hanno sottolineato l’importanza delle sinergie: «Il cuore, come i polmoni, sono ubicati nel torace. Per cui è evidente la correlazione che impone un ragionamento in termini di network e di collaborazione. La cardiochirurgia può esistere solo in una logica di gruppo». Weltert ha anche illustrato le caratteristiche tecniche delle tre nuove sale operatorie, una delle quali, quella segnatamente dedicata alla cardiochirurgia, è attrezzata anche con la «macchina della circolazione extracorporea. Poi c’è una sala una dedicata alla chirurgia toracica ed una di tipo ibrido da condividere con i chirurghi vascolari».

La scuola di specializzazione

Il prossimo step, adesso, è l’apertura della scuola di specializzazione. Obiettivo già dichiarato dal rettore Gianluigi Greco per l’anno accademico 2027/2028: «Siamo pronti a presentare istanza al Ministero della Salute ed a seguire tutta la procedura prevista dalla legge per ottenere l’accreditamento. Così da avere qui al più presto, tanti giovani pronti a prestare il loro servizio a beneficio della sanità pubblica».