Non una protesta ideologica contro la riforma, ma una richiesta di chiarezza, tutele e sicurezza prima di affrontare un cambiamento che potrebbe ridisegnare il sistema dell’emergenza urgenza in Calabria. È il messaggio emerso dal confronto che ha riunito circa cento operatori del 118, tra infermieri e autisti soccorritori provenienti dalle cinque province calabresi, per discutere del delicato passaggio delle funzioni dalle Asp ad Azienda Zero. Sul tavolo, secondo quanto si legge in una nota trasmessa dagli stessi operatori, non ci sarebbero soltanto questioni contrattuali o organizzative, ma interrogativi che riguardano direttamente il futuro professionale del personale e la qualità del servizio destinato ai cittadini.

La fase di trasferimento del sistema di emergenza urgenza verso Azienda Zero continua infatti a generare interrogativi tra gli addetti ai lavori. Durante il vertice sarebbero state documentate diverse criticità relative alla gestione della transizione, ai fondi economici collegati al servizio e alle future garanzie occupazionali. Uno dei temi più sentiti riguarda la tutela del personale nel nuovo assetto organizzativo. Gli operatori chiedono di comprendere con precisione quali saranno le condizioni operative e amministrative dopo il trasferimento. In particolare, emergono dubbi sulla gestione dei fondi accessori, delle indennità e delle risorse economiche legate all’attività dell’emergenza territoriale.

Tra le domande poste nel corso del confronto vi sarebbe anche quella relativa alle conseguenze di eventuali infortuni o malattie. Il timore espresso da parte del personale è che, in assenza di un quadro definito, possano nascere difficoltà nella ricollocazione dei lavoratori o nella gestione delle situazioni di inidoneità. Il clima che emerge dalle testimonianze è quello di una categoria che teme di affrontare il passaggio senza sufficienti rassicurazioni operative. Secondo quanto riferito durante la riunione, nella sola provincia di Cosenza sarebbero circa 500 gli operatori coinvolti nel futuro trasferimento verso Azienda Zero.

La preoccupazione principale riguarda il rischio di perdere riferimenti consolidati costruiti negli anni all’interno delle aziende sanitarie provinciali. Pur riconoscendo la validità del contratto nazionale, infermieri e autisti chiedono di conoscere quali saranno concretamente le “fondamenta” della nuova organizzazione. Domanda: gli infermieri/autisti a tempo determinato, una volta transitati in Azienda Zero che fine faranno? Saranno portati a stabilizzazione o mandati a casa? Tra gli aspetti più delicati affrontati nel vertice vi è anche la composizione degli equipaggi del 118.

Gli operatori avrebbero ribadito la necessità di garantire sempre mezzi con almeno tre unità operative a bordo, soprattutto nei casi in cui non sia presente il medico. Le configurazioni ritenute indispensabili sarebbero: due autisti soccorritori e un infermiere oppure due infermieri e un autista. Una richiesta che viene considerata fondamentale per assicurare sicurezza, tempestività degli interventi e adeguata gestione delle emergenze sul territorio. Nel confronto sarebbe emersa inoltre la volontà di valorizzare il ruolo dell’autista soccorritore, figura ritenuta centrale nella catena del soccorso territoriale.

Il timore di molti operatori è che la fase di riorganizzazione possa incidere sugli standard operativi attualmente garantiti dal servizio. «Ad oggi – denunciano gli addetti ai lavori – senza le dovute e concrete sicurezze da parte di Azienda zero il comparto tutto non intende effettuare il passaggio a nuova Azienda. Le garanzie di chi non firma: parità di trattamento, indennità di rischio, mezzi di soccorso per tutto il personale (attualmente ai medici sì, al compatto no)», concludono.

Dietro le richieste avanzate non si coglie soltanto la difesa di prerogative professionali, ma anche la volontà di preservare un sistema che, soprattutto nelle realtà territoriali più difficili della Calabria, rappresenta spesso il primo presidio salvavita per i cittadini. La transizione verso Azienda Zero rappresenta uno dei passaggi più delicati per la sanità calabrese degli ultimi anni. Per questo il personale dell’emergenza urgenza chiede oggi certezze prima ancora che rassicurazioni: sapere come verranno garantiti diritti, sicurezza e continuità operativa diventa essenziale per chi ogni giorno lavora sulle ambulanze del 118.

Perché dietro numeri, procedure e riforme restano uomini e donne chiamati a intervenire nei momenti più critici della vita delle persone. E la tenuta del sistema dell’emergenza passa inevitabilmente anche dalla fiducia di chi quel sistema lo tiene in piedi quotidianamente.