Comitati, associazioni e cittadini si ritrovano nel cuore della città per chiedere il rafforzamento dell’Hub bruzio. Appello del primo cittadino ai colleghi del Cosentino
Tutti gli articoli di Sanità
PHOTO
Le prime persone iniziano ad arrivare in piazza Kennedy mentre cresce l’attesa per la manifestazione in difesa dell’ospedale di Cosenza, cominciata alle 18. Una mobilitazione nata dal basso, promossa da comitati e associazioni cittadine, che nelle ultime ore ha raccolto numerose adesioni da parte del mondo civico, politico e istituzionale.
La protesta è montata all’interno del sistema sanitario provinciale e regionale, in un momento in cui il dibattito sulla riorganizzazione della rete ospedaliera continua a generare forti tensioni nei territori.
A sostenere apertamente la manifestazione anche il sindaco di Cosenza Franz Caruso, che nei giorni scorsi ha inviato una lettera ai sindaci della provincia invitandoli a partecipare all’iniziativa. Nel suo appello, il primo cittadino ha chiesto di superare ogni logica campanilistica, sottolineando come la difesa dell’ospedale dell’Annunziata rappresenti una questione che riguarda l’intera provincia e il diritto collettivo a una sanità pubblica efficiente, moderna e accessibile.
«Difendere il diritto del nostro territorio ad avere un ospedale Hub a Cosenza - ha scritto Caruso - non può essere considerata una questione circoscritta alla città capoluogo, ma deve necessariamente investire tutta quella vasta area territoriale che ha sempre trovato nell’ospedale di Cosenza un punto di riferimento insostituibile per i servizi sanitari di primissima necessità».
La manifestazione arriva in una fase particolarmente delicata per la sanità calabrese, segnata da criticità strutturali, carenza di personale, difficoltà nei pronto soccorso e forti preoccupazioni sui futuri assetti ospedalieri provinciali.
In piazza sono attesi cittadini, operatori sanitari, rappresentanti del mondo associativo e amministratori locali, accomunati dalla richiesta di maggiori investimenti e dalla volontà di evitare qualsiasi depotenziamento del presidio ospedaliero bruzio.
Per molti dei partecipanti, la mobilitazione di oggi rappresenta non soltanto una protesta sanitaria, ma anche una rivendicazione territoriale e sociale: la richiesta che il diritto alla cura non venga subordinato a logiche burocratiche o equilibri politici, soprattutto in una provincia vasta e complessa come quella cosentina.



