«Una lettera aperta, dai toni rispettosi ma carica di amarezza, indirizzata al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. A scriverla è una paziente oncologica dell'alto Tirreno cosentino che, attraverso i social, racconta le proprie difficoltà ed esordisce spiegando di voler «segnalare una grave criticità del servizio sanitario calabrese».

I fatti

La donna racconta di essere in possesso di una ricetta medica datata 30 marzo 2026 e di aver tentato ripetutamente di prenotare la prestazione attraverso il Cup regionale. Tentativi che, però, sarebbero risultati vani. «Ho provato a contattare più volte il Cup regionale, in diversi giorni e a tutte le ore, ma la risposta è sempre la stessa: "Dato l'elevato numero di chiamate, si prega di richiamare più tardi"». Di fatto, «è impossibile riuscire a prenotare», scrive.

Il solito macchinario guasto

Non riuscendo a ottenere risposta telefonicamente, la paziente riferisce di essersi recata personalmente all'ospedale di Praia a Mare per chiedere la prenotazione presso la struttura più vicina, quella di Cetraro. Anche in questo caso, però, avrebbe ricevuto una risposta negativa: «Mi è stato riferito che il macchinario è guasto da almeno tre mesi, se non da più tempo».

Il solito macchinario guasto degli ospedali pubblici calabresi. A rotazione, ce n’è sempre uno che non funziona e ti costringe ad andare a bussare altrove e quasi sempre a mettere mani al portafogli. 

La prestazione a pagamento

La donna sottolinea inoltre come, a causa delle proprie condizioni di salute, abbia difficoltà a spostarsi lontano da casa. Racconta quindi di aver provato a rivolgersi al Lagonegrese, territorio logisticamente più vicino, ma di aver scoperto che, essendo residente in Calabria, la prestazione sarebbe stata a pagamento. Una spesa che, afferma, la sua famiglia non può sostenere: «Come tante famiglie, facciamo fatica ad arrivare a fine mese e non possiamo permetterci questa spesa».

«Situazione peggiorata»

Nella lettera non manca una riflessione sullo stato della sanità regionale. La paziente ricorda le promesse formulate durante le campagne elettorali, sostenendo che i miglioramenti annunciati non si sarebbero concretizzati. «Ogni volta che vi candidate promettete un miglioramento della sanità, ma la realtà è ben diversa. Anzi, ho l'impressione che la situazione sia addirittura peggiorata».

Promesse mancate

Il riferimento è anche all'ospedale di Praia a Mare, la cui riapertura, osserva, era stata più volte annunciata. «Ci avevate promesso la riapertura dell'ospedale di Praia a Mare, ma ancora oggi non sono stati potenziati nemmeno i servizi ambulatoriali».

La struttura sanitaria praiese fu oggetto di riconversione in “Casa della salute” nell’aprile del 2012, ma da allora, al netto dei proclami e inaugurazioni farlocche, la rete di emergenza e urgenza non è mai stata attivata e, a dirla tutta, non è diventata mai neppure Casa della salute, se non sulle carte. Così, da quattordici anni, nell’alto Tirreno cosentino i pazienti in codice rosso molto spesso, come documenta la cronaca, sono abbandonati al proprio destino.

Il tempo è fondamentale

Il passaggio più toccante riguarda però la sua condizione personale. «Tengo inoltre a precisare che sono una paziente oncologica e, come tante altre persone, assumo quotidianamente farmaci salvavita. Per noi il tempo non è un dettaglio: è fondamentale». Un'affermazione che richiama l'attenzione sull'importanza di garantire continuità e tempestività delle cure ai pazienti più fragili.

Un elevato numero di tumori

Nella parte finale della lettera la donna amplia lo sguardo su un'altra questione che ritiene meritevole di approfondimento. Sostiene che nel territorio si registrerebbe «un numero molto elevato di persone affette da tumore portatrici della stessa mutazione genetica, pur non avendo alcun legame di parentela», chiedendosi se possa esistere un collegamento con l'inquinamento ambientale dell'area. Per questo la donna spera che qualcuno se ne accorga e invoca l'avvio di studi e approfondimenti scientifici che possano dare una risposta.

L’appello

La lettera si conclude con un accorato appello diretto al presidente della Regione: «Le chiedo, Presidente: cosa intende fare concretamente per restituire ai cittadini calabresi una sanità efficiente e garantire il diritto alle cure, soprattutto alle persone più fragili? Confido in una sua risposta e, soprattutto, in fatti concreti».