Il sindacato torna a sollecitare l’Azienda dopo i chiarimenti della Regione sulla disponibilità dei fondi per le annualità 2022 e 2023: «Non ci sono più ragioni burocratiche o finanziarie per rinviare»
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La vicenda degli arretrati delle indennità di Pronto soccorso e Suem 118 torna al centro della disputa tra il Nursind e l’Asp di Cosenza. A distanza di mesi dalle prime richieste e dopo i chiarimenti forniti dalla Regione Calabria sulla disponibilità delle risorse, il sindacato ha inviato una nuova comunicazione all’Azienda sanitaria provinciale, questa volta come «secondo sollecito e diffida ad adempiere».
La nota, firmata dal segretario aziendale Nursind Cosenza Nicodemo Capalbo, richiama infatti il precedente sollecito dell’8 aprile scorso. Il nodo riguarda le somme spettanti al personale del comparto impegnato nei servizi di emergenza-urgenza, con particolare riferimento alle annualità 2022 e 2023, nell’ambito dell’attuazione dei Dca 54 e 55 del 2025.
Già ad aprile il sindacato aveva denunciato il mancato pagamento degli arretrati replicando all’Asp che nel novembre 2025 – ricorda Capalbo – «motivava il ritardo nei pagamenti con la mancanza di "atti specifici inerenti l'erogazione delle somme" e con la necessità di definire ulteriori "adempimenti consequenziali"».
Motivazioni, queste, «ormai superate» alla luce della comunicazione del Dipartimento Salute della Regione del 2 aprile scorso che aveva chiarito il quadro finanziario. Secondo quanto riportato nella nota regionale, le risorse per le indennità risultavano infatti già comprese nei trasferimenti mensili della quota di Fondo sanitario indistinto assegnata alle aziende. La Regione aveva inoltre invitato le aziende del Servizio sanitario regionale a dare immediata attuazione ai Dca 54 e 55 e a procedere all’erogazione delle somme spettanti al personale avente diritto.
Le risorse dunque, evidenzia il Nursind, risultano disponibili e le aziende sono state formalmente chiamate a dare attuazione ai provvedimenti. Da qui la richiesta di chiudere la partita senza ulteriori rinvii.
«Non risultano ulteriori ragioni di carattere burocratico o finanziario che possano giustificare il protrarsi del mancato pagamento», scrive il sindacato nella nuova diffida, sottolineando come tra gli aventi diritto ci siano medici, infermieri, autisti di ambulanza e altri operatori dell’emergenza-urgenza.
Il Nursind richiama quindi le condizioni del personale impegnato quotidianamente nei Pronto soccorso e nel 118: «Sono lavoratrici e lavoratori che si spaccano la schiena quotidianamente, affrontando turni, notti, festivi, situazioni di emergenza e condizioni operative che richiedono professionalità, responsabilità e grande sacrificio. Non possono essere sempre loro ad aspettare. Le istituzioni e la politica devono avere la capacità di valorizzare concretamente questi operatori, non soltanto attraverso dichiarazioni di principio, ma garantendo il riconoscimento puntuale e tempestivo di quanto loro spettante».
La richiesta del sindacato è stringente: mentre diffida formalmente l’Asp di Cosenza dal protrarre l’inadempienza, chiede che si proceda «già con il prossimo cedolino utile» alla liquidazione di tutti gli arretrati maturati.
Una richiesta che arriva dopo una vertenza iniziata da tempo. Ora il Nursind alza ulteriormente il livello della contesa, avvertendo l’Azienda sanitaria provinciale che, «in assenza di un riscontro immediato e della formale calendarizzazione dei pagamenti, si riserva di «adire le vie legali e giurisdizionali competenti» e di «attivare ogni ulteriore forma di mobilitazione sindacale a tutela dei diritti dei propri iscritti e di tutto il personale interessato». Il tempo della procrastinazione, insomma, deve dirsi concluso.


