Il dato regionale passa da 17 a 265. Nei primi cinque mesi del 2026 sono stati confermati 472 contagi in tutto il Paese, mentre altri 609 restano possibili o probabili. Ecco l’indagine del Ministero della Salute
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Il morbillo torna a far registrare numeri in crescita in Italia. Nei primi cinque mesi del 2026 sono stati confermati 472 casi, 150 in più rispetto allo stesso periodo del 2025, quando erano stati 322. Un dato che potrebbe però aumentare ulteriormente: al momento, infatti, sono 609 i casi classificati come possibili o probabili, ancora in attesa di conferma.
È quanto emerge dall'analisi epidemiologica diffusa dal ministero della Salute, che fotografa una nuova fase di ripresa della circolazione del virus dopo la flessione registrata nel 2025.
Il quadro nazionale racconta una dinamica che si è iniziata a delineare già negli ultimi anni. «Dopo un periodo di controllo dell'infezione, a partire dall'autunno 2023 in Italia si è osservato un marcato aumento dei casi», si legge nell'analisi epidemiologica, che ricostruisce l'andamento della malattia e mette in evidenza le differenze territoriali.
Nel 2024 sono stati notificati complessivamente 1.045 casi, dei quali 946 successivamente confermati in laboratorio. L'anno successivo si era invece registrata una flessione: nel 2025 i casi confermati erano scesi a 497.
La tendenza, però, sembra essersi nuovamente invertita nel corso del 2026. I 472 casi confermati nei primi cinque mesi dell'anno rappresentano infatti un incremento significativo rispetto ai 322 dello stesso periodo dell'anno precedente. A questi si aggiunge la quota, ancora consistente, dei 609 casi possibili e probabili, che potrebbe modificare ulteriormente il bilancio una volta completate le verifiche.
Oltre il 90% dei contagi riguarda persone non vaccinate
Uno degli elementi che emerge con maggiore chiarezza dall'analisi riguarda lo stato vaccinale delle persone contagiate.
«Oltre il 90% dei contagi si sono verificati in persone che non erano vaccinate», evidenzia il documento del ministero della Salute, sottolineando anche un secondo dato: quasi il 6% dei casi ha riguardato persone che avevano ricevuto una sola dose.
Numeri che si inseriscono in un quadro caratterizzato da una copertura vaccinale ancora lontana dai livelli considerati necessari per interrompere la circolazione del virus.
La soglia indicata come riferimento è infatti quella del 95% di copertura con due dosi, livello che, secondo le raccomandazioni sanitarie, è necessario per interrompere la trasmissione del morbillo nella popolazione.
La Calabria passa da 17 a 265 casi
È soprattutto la distribuzione territoriale dei contagi a evidenziare alcune delle variazioni più marcate. Tra le regioni maggiormente interessate dalla ripresa figura la Calabria, dove il numero dei casi segnalati è aumentato in maniera particolarmente consistente.
«In Calabria – rileva l'analisi epidemiologica – si è passati dai 17 casi segnalati del 2025 ai 265 del 2026». Un incremento che porta la regione al centro del quadro nazionale relativo ai primi mesi dell'anno.
Non è l'unico territorio nel quale si osserva una crescita. In Campania i casi sono passati da 18 a 100, mentre nel Lazio l'incremento è stato da 47 a 54. In Toscana, invece, si è passati dai 6 casi del 2025 ai 49 del 2026.
Una fotografia che mostra quindi una ripresa non uniforme sul territorio nazionale, ma particolarmente evidente in alcune regioni.
Nessuna regione raggiunge il 95% con due dosi
A preoccupare, sullo sfondo, resta il livello della copertura vaccinale. I dati relativi al 2024 mostrano infatti che nessuna regione italiana e nessuna provincia autonoma aveva raggiunto la soglia raccomandata del 95% con due dosi di vaccino.
Il documento del ministero della Salute sottolinea come questo livello di copertura sia considerato necessario per interrompere la circolazione del virus.
Le percentuali più basse vengono registrate in particolare in tre territori. In Sicilia la copertura con due dosi si ferma al 67,88%, mentre in Campania raggiunge il 71,89%. Nella Provincia autonoma di Bolzano il dato è invece pari al 73,69%.

