L’europarlamentare M5S cita la relazione della Corte dei conti: mobilità sanitaria da 329 milioni, strutture Pnrr in ritardo e meno medici
Tutti gli articoli di Sanità
PHOTO
Una mobilità sanitaria che avrebbe raggiunto i 329 milioni di euro l’anno, decine di strutture territoriali ancora da completare e un numero di medici in servizio in diminuzione. Pasquale Tridico porta lo scontro sulla sanità calabrese dentro i dati contenuti, secondo quanto riferisce, nella relazione della Corte dei conti sul bilancio regionale 2025.
L’europarlamentare del Movimento 5 Stelle e capodelegazione a Bruxelles, già candidato alla presidenza della Regione, attribuisce al governo guidato da Roberto Occhiuto la responsabilità politica di una situazione che continuerebbe a costringere numerosi cittadini a curarsi fuori dalla Calabria.
Tridico annuncia un’interrogazione alla Commissione europea sull’attuazione degli interventi sanitari finanziati dal Pnrr e chiede alla Regione risposte accompagnate da scadenze precise sull’apertura delle Case della comunità, sul trasferimento delle risorse alle aziende sanitarie e sui fondi statali che non sarebbero stati incassati.
Tridico: «Chi si ammala si mette in viaggio»
«Chi vive in una comunità dell’entroterra calabrese, quando si ammala, oggi ha davanti due strade: la lista d’attesa oppure un viaggio della speranza», afferma Tridico.
L’esponente del M5S aggiunge che il 17% dei calabresi avrebbe rinunciato alle cure e richiama i dati sulla mobilità sanitaria contenuti nella relazione della Corte dei conti.
Secondo le cifre riportate da Tridico, il costo delle prestazioni ricevute dai cittadini calabresi in altre regioni sarebbe salito da 254 milioni di euro nel 2023 a 308 milioni nel 2024, fino a raggiungere 329 milioni nel 2025.
I magistrati contabili, riferisce l’europarlamentare, avrebbero definito il fenomeno una «patologia strutturale», collegandolo alla carenza dell’offerta sanitaria disponibile nel territorio.
«Sono soldi calabresi che pagano gli stipendi e i reparti di altre regioni, mentre qui le famiglie si indebitano per una visita», sostiene Tridico.
Case e Ospedali di comunità, i numeri contestati
Un altro capitolo dell’intervento riguarda le strutture territoriali previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Il programma comprenderebbe 61 Case della comunità, destinate a offrire assistenza medica ed esami vicino ai luoghi di residenza, e 20 Ospedali di comunità per i pazienti che non necessitano di un ricovero in un reparto per acuti, ma non possono essere assistiti a casa.
Secondo la ricostruzione esposta da Tridico, risultano operative soltanto due Case della comunità, entrambe nella provincia di Reggio Calabria, e un solo Ospedale di comunità.
L’europarlamentare precisa che, ai fini del conteggio, sarebbe sufficiente l’attivazione di un singolo servizio per considerare aperta una struttura. Le altre 59 Case della comunità risulterebbero ancora in fase di realizzazione.
Il nodo del personale nelle nuove strutture
Per Tridico, il ritardo infrastrutturale è accompagnato dall’assenza di indicazioni chiare sul personale che dovrà lavorare nelle nuove strutture.
«Poi i magistrati chiedono chi ci lavorerà, con quale organico, e da Catanzaro non arriva risposta», afferma l’europarlamentare.
Nella sua ricostruzione, la programmazione dei fondi sarebbe stata modificata quattro volte in un anno e mezzo, mentre una quinta rimodulazione sarebbe già stata avviata.
Tridico chiede che la disponibilità del personale necessario diventi uno degli elementi valutati anche a livello europeo nell’analisi dello stato di attuazione degli interventi sanitari del Pnrr.
Nel 2025 più uscite che assunzioni tra i medici
L’esponente del Movimento 5 Stelle contesta anche la comunicazione della Regione sulle assunzioni effettuate nel sistema sanitario.
Secondo i numeri richiamati, nel 2025 sarebbero entrati in servizio 419 medici, mentre 473 avrebbero lasciato il sistema. L’organico sarebbe quindi sceso da 3.917 a 3.866 unità.
Nello stesso periodo, la spesa per il personale sarebbe aumentata di quasi 26 milioni di euro. «Si spende di più ma con meno professionisti», sintetizza Tridico.
La carenza di personale verrebbe affrontata attraverso contratti a termine, incarichi esterni e medici reclutati all’estero. La Corte dei conti, secondo quanto riferito dall’europarlamentare, avrebbe definito questa modalità una copertura «emergenziale e non programmata».
I 328 milioni destinati alle aziende sanitarie
L’intervento affronta poi la gestione della liquidità destinata alle aziende del sistema sanitario regionale.
Alla fine del 2025, sostiene Tridico, la Regione avrebbe mantenuto sui propri conti 328,5 milioni di euro spettanti alle aziende sanitarie, con un incremento del 21% rispetto all’anno precedente.
La mancanza di liquidità avrebbe costretto le aziende a rivolgersi agli istituti bancari, sostenendo 6,3 milioni di euro di interessi.
Per Tridico, si tratta di risorse sottratte ai servizi, al personale e alle ambulanze. L’europarlamentare afferma inoltre che la Corte dei conti segnalerebbe da anni il mancato trasferimento tempestivo delle somme.
La contestazione sui 240 milioni statali
Un ulteriore punto riguarda il sostegno straordinario riconosciuto dallo Stato alla Calabria per il risanamento della sanità regionale.
Secondo Tridico, alla Regione spetterebbero 60 milioni di euro l’anno, ma soltanto la prima rata sarebbe stata incassata. Le successive erogazioni si sarebbero bloccate a causa di una verifica rimasta incompleta.
Il totale delle risorse non ricevute ammonterebbe, nella ricostruzione dell’europarlamentare, a 240 milioni di euro.
«Occhiuto dica pubblicamente in quale scrivania si è arenata quella pratica e chi ne risponde», dichiara Tridico.
L’esponente M5S collega il mancato incasso alla pressione fiscale sostenuta dai cittadini calabresi. Il disavanzo sanitario di 132,5 milioni sarebbe stato coperto, sostiene, attraverso 133 milioni di euro provenienti dalle addizionali regionali.
L’interrogazione alla Commissione europea
Tridico annuncia che presenterà un’interrogazione alla Commissione europea per chiedere verifiche sull’attuazione degli investimenti sanitari del Pnrr in Calabria.
L’iniziativa riguarderà in particolare il personale destinato alle nuove strutture, considerato dall’europarlamentare un elemento indispensabile per valutarne l’effettiva operatività.
Alla Regione vengono rivolte tre richieste: indicare quando apriranno le 59 Case della comunità e con quale organico, chiarire quando i 328 milioni saranno trasferiti alle aziende sanitarie e spiegare perché non sarebbero stati incassati i 240 milioni statali.
L’attacco politico al presidente Occhiuto
La conclusione dell’intervento è rivolta direttamente al presidente della Regione e commissario della sanità Roberto Occhiuto.
«In questo lustro i calabresi che si curano fuori sono aumentati, i medici in servizio sono diminuiti, gli ambulatori promessi continuano a restare chiusi», sostiene Tridico.
L’europarlamentare ritiene che i risultati della gestione debbano essere valutati non soltanto attraverso gli equilibri contabili, ma anche considerando le liste d’attesa e le condizioni dei pronto soccorso.
«Su quel giudizio continuerò a chiedere conto, a Bruxelles come in Calabria», conclude Tridico.

