A preoccupare non è solo il disavanzo di 84 milioni in un anno ma anche l'eccessivo ricorso alle anticipazioni di cassa e l'infinito contenzioso. Numeri che spiegano perché De Salazar appena insediatosi ha voluto “commissariare” gli uffici dell'azienda
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Aveva destato sorpresa la scelta del commissario dell'Asp di Cosenza, Vitaliano De Salazar , di costituire, appena insediatosi, una segreteria tecnica di direzione costituita da un gruppo di lavoro multidisciplinare per la riconoscimento generale dello stato gestionale, organizzativo e patrimoniale dell'azienda. Non solista. Lo stesso manager non contento aveva anche fatto sottoscrivere un protocollo fra l'Asp di Cosenza e l'azienda ospedaliera (di cui De Salazar è direttore generale) per l'utilizzo di personale amministrativo ospedaliero nell'Asp. La convenzione citava anche i comparti nei quali c'è bisogno di questo supporto: gestione del personale, contabilità, affari generali, direzione strategica, controllo di gestione. Insomma una sorta di commissariamento degli uffici.
A distanza di tempo tutti hanno capito il perché. In questi giorni infatti è emerso che l'Asp di Cosenza ha un buco di oltre 84 milioni di euro come emergere dal conto consuntivo 2025. Il bilancio del 2024 invece parlava di un leggero avanzo di gestione di quasi 69mila euro. Possibile che in un anno si sia creato questo buco mostruoso? Ecco la risposta alle prime attività poste in essere da nuovo commissario. Una risposta che contraddice quanto dichiarato dal presidente della giunta Roberto Occhiuto in consiglio regionale quando indicava l'Asp cosentina come modello gestionale perché l'azienda era stata sanata e bonificata e finalmente erano stati approvati i vecchi bilanci.
I dati oggi sembrano dire il contrario così come il comportamento di De Salazar. Leggendo però il consuntivo 2025 dell'Asp il problema non è solo il disavanzo. Un altro dato preoccupante è dato dalle anticipazioni di cassa. Nel 2025 ammontano a 75,3 milioni di euro, praticamente più del doppio rispetto al 2024 . Questo significa che l'azienda ricorre sempre di più alle anticipazioni di cassa dalla banca che gestisce la Tesoreria per gestire le spese correnti. Un dato che ovviamente preoccupa perché le anticipazioni non sono gratuite e sono aggravate dagli interessi passivi.
Altra voce preoccupante è quella dei crediti che nel triennio 2022/2024 ammontano a 230,7 milioni. Un aumento significativo rispetto all'anno precedente quando erano fermi a 174,5 milioni. Il dato dimostra un progressivo deterioramento della capacità della Regione Calabria nel liquidare quanto dovuto all'azienda costretta appunto a ricorrere ad anticipazioni di cassa per avere liquidità.
Sullo sfondo resta la grande partita del contenzioso dal quale proprio non si riesce a venirne a capo. Attualmente sono circa 150 le cause in corso, ma c'è una vertenza che sta attirando in particolare l'attenzione del management dell'Asp. Si tratta della vertenza in atto fra l'Asp e le farmacie territoriali. Il valore pare si aggiri in una forbice che varia dai 60 ai 90 milioni solo per spese legali e interessi. L'azienda però vuole vederci chiaro ed ha affidato ad una società specializzata (affidamento diretto per 168mila euro comprese di Iva) la ricostruzione e la quantificazione “degli interessi e delle spese legali connesse alle controversie tra l'Asp e le farmacie, nonché i relativi procuratori, mandatari e cessionari”.
La delibera è del 30 giugno scorso e dice tantissimo su come vanno le vicende contabili nell'azienda più grande della Calabria con un budget annuale vicino al miliardo di euro


