Un confronto pubblico, aperto e partecipato per provare a rimettere al centro le priorità della categoria in vista del rinnovo del Consiglio. È questo lo spirito dell’incontro che si è svolto venerdì 13 marzo 2026 al Museo del Presente di Rende, promosso da un Comitato Promotore di iscritti all’Ordine degli Ingegneri della provincia di Cosenza.

In sala, professionisti con profili diversi – liberi professionisti, dipendenti pubblici e privati, imprenditori e giovani ingegneri – con l’obiettivo dichiarato di aprire una discussione concreta sulle sfide che la professione sta affrontando e sul ruolo che l’Ordine può (e deve) giocare nei prossimi anni.

Formazione, digitale e giovani: il cuore del dibattito

Il tema della formazione continua e dell’adeguamento alle nuove competenze è stato uno dei punti più ricorrenti. Salvatore Carnevale, responsabile degli Uffici Tecnici dei Comuni di Falerna e Longobardi, ha sottolineato come la professione sia cambiata profondamente per effetto di innovazione tecnologica, digitalizzazione e nuove competenze, richiamando la necessità di rafforzare la formazione e il rapporto con l’Università della Calabria, anche per favorire un maggiore coinvolgimento dei giovani nella vita ordinistica.

Sulla stessa linea Pierluigi Andrea Bruno, che ha evidenziato le difficoltà pratiche di molti giovani nel seguire i corsi per i crediti formativi obbligatori, soprattutto quando lavorano in società di ingegneria con ritmi e vincoli che rendono complicata la partecipazione. Da qui la proposta di potenziare l’offerta con modalità più flessibili, anche digitali e online.

A dare voce agli ingegneri dipendenti è intervenuta anche Federica Furiato, che ha letto una lettera di un ingegnere dell’informazione proprio sul tema della compatibilità tra carichi di lavoro e accesso alla formazione.

Donne nella professione: oltre le distinzioni

Federica Garritano ha portato nel confronto il tema del ruolo femminile nell’ingegneria, ricordando come per anni molte professioniste abbiano dovuto “dimostrare di più” per affermarsi. L’obiettivo indicato è chiaro: superare definitivamente le distinzioni di genere e valorizzare esclusivamente qualità e competenze.

Ordine e Comuni: supporto tecnico e dialogo istituzionale

Ampio spazio anche al rapporto tra Ordine e amministrazioni. Luigi Borrelli ha sostenuto la necessità che l’Ordine rafforzi il proprio ruolo di supporto tecnico e istituzionale agli enti locali, soprattutto nei territori più complessi e nei Comuni con strutture tecniche limitate.

Nel solco della rappresentanza istituzionale si è collocato anche l’intervento di Roberto Veltri, libero professionista e sindaco di Belmonte Calabro, che ha evidenziato il contributo che l’Ordine può offrire nel dialogo con la pubblica amministrazione, in particolare nei processi di digitalizzazione dei servizi.

Previdenza e “rete” tra Ordine, Fondazione e Cassa

Nel confronto è entrato anche un tema spesso sentito ma poco discusso pubblicamente: la previdenza. Borrelli ha chiesto che il dibattito programmatico includa con più chiarezza la questione della Cassa e delle criticità emerse anche nel periodo pandemico.

Su questo punto Alfredo Conforti ha indicato una delle cause strutturali delle difficoltà della categoria: la mancanza, negli ultimi anni, di un vero coordinamento tra i principali “pilastri” della professione (Ordine, Fondazione e Cassa), e quindi l’assenza di un network capace di affrontare in modo unitario i nodi del settore.

Collaborazione tra professioni tecniche

Tra gli ospiti anche l’architetto Giulio Cesare Guccione, consigliere dell’Ordine degli Architetti di Cosenza, che ha richiamato l’importanza di una collaborazione stabile tra professioni tecniche su temi condivisi: progettazione, sicurezza, rapporti con gli enti.

Giovani, mercato e competenze emergenti

Sul fronte generazionale, Antonio Nervoso ha posto l’accento sulla necessità di creare strumenti di supporto per chi inizia, favorendo confronto con professionisti esperti e opportunità di crescita.

Le trasformazioni legate a intelligenza artificiale e digitalizzazione sono state richiamate da Antonio Gallo, mentre Emilio Morelli ha evidenziato la crescente centralità del project management, competenza sempre più richiesta anche nella PA ma ancora poco strutturata nei percorsi formativi tradizionali.

Infine Carmine Guido, imprenditore e delegato OICE per la Calabria, ha richiamato le nuove dinamiche del mercato dei servizi di ingegneria, tra contrazione dei bandi e competizione sul prezzo, chiedendo capacità di adattamento e strumenti di tutela per gli studi più piccoli, considerati parte fondamentale del tessuto professionale.

La sintesi: tre pilastri per il futuro

Tra i promotori dell’iniziativa, Michele Leone ha sintetizzato la visione in tre direttrici: attività istituzionale, presenza sui territori e innovazione. Ricordando che l’Ordine di Cosenza conta oltre 7.000 iscritti distribuiti in circa 150 comuni, Leone ha rimarcato l’esigenza di rafforzare il dialogo con istituzioni regionali e nazionali, garantire servizi anche nelle aree periferiche e accompagnare la professione nella transizione tecnologica, con attenzione a cybersecurity e IA. Tra i temi indicati anche cambiamenti climatici e prevenzione del dissesto idrogeologico, come ambiti in cui gli ingegneri possono essere centrali nella pianificazione e nella prevenzione.