Una raccolta firme per chiedere interventi urgenti e restituire sicurezza e dignità a una delle principali arterie che collegano la Valle del Crati all'Altopiano della Sila. È partita la petizione popolare promossa dal Comitato "Rose, Bene Comune" per sollecitare il recupero della Strada Provinciale 247 Rose-Moccone, da anni interessata, secondo i promotori dell'iniziativa, da problemi strutturali e interventi di manutenzione ritenuti insufficienti.

Referente dell'iniziativa è Matteo Siciliano, che spiega lo spirito della mobilitazione: «Con questo gesto vogliamo trasformare la preoccupazione in azione, nella speranza di ottenere risultati concreti».

L'obiettivo è sensibilizzare gli enti competenti affinché venga avviato un programma organico di riqualificazione della strada, considerata fondamentale sia per la mobilità locale sia per il collegamento con la Sila.

Realizzata negli anni Cinquanta come Strada Statale 279 "Silana di Rose" grazie ai finanziamenti della Cassa per il Mezzogiorno, la SP 247 si sviluppa per circa 45 chilometri, attraversando i territori di Rose, Luzzi, Celico e la località Moccone, nel comune di Spezzano della Sila.

Secondo il Comitato, oggi il tracciato presenta numerose criticità: buche, dissesti del manto stradale, segnaletica insufficiente, guard-rail danneggiati o mancanti e banchine invase dalla vegetazione. A ciò si aggiungerebbe una manutenzione ritenuta episodica, basata prevalentemente su interventi tampone destinati a deteriorarsi rapidamente.

La petizione evidenzia anche il valore paesaggistico e turistico della strada, che in pochi chilometri collega la pianura alla montagna e rappresenta uno dei percorsi dell'Appennino Bike Tour, oltre a costituire una delle principali porte d'accesso al Parco Nazionale della Sila.

Tra le richieste rivolte al Comune di Rose, alla Provincia di Cosenza, alla Regione Calabria, al Ministero delle Infrastrutture e agli altri enti competenti figurano il rifacimento del manto stradale, il ripristino della segnaletica verticale e orizzontale, la manutenzione delle cunette e delle pertinenze, la sostituzione dei guard-rail e la predisposizione di un cronoprogramma pubblico degli interventi.

Il Comitato propone inoltre di valutare il trasferimento della gestione della strada ad Anas, insieme al recupero della storica casa cantoniera di Stio, al riconoscimento della SP 247 come patrimonio storico-paesaggistico e all'installazione di sistemi di videosorveglianza lungo il percorso.

Le firme raccolte saranno trasmesse alle amministrazioni competenti con l'obiettivo di ottenere un confronto istituzionale e l'avvio di un piano di interventi. «Proteggere la SP 247 – sottolineano i promotori – significa difendere non solo una strada, ma anche il paesaggio, la memoria e le prospettive di sviluppo dell'intero territorio».