Un primo ascolto psicologico gratuito, vicino ai cittadini e disponibile anche di notte. La Regione Calabria lancia “Parliamone Insieme”, progetto da 1,6 milioni di euro che dal 1° ottobre porterà 48 psicologi nelle Case della Comunità e su una linea digitale attiva 24 ore su 24.

L’iniziativa è stata presentata oggi alla Cittadella regionale di Catanzaro, contestualmente alla firma dei contratti con i professionisti che entreranno in servizio. La misura era già stata inserita nel Piano regionale di supporto alle fragilità e finanziata nell’ambito del PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027; i relativi atti amministrativi risultano adottati nei mesi scorsi dalla Regione.

Come funzionerà

Il progetto si muove su due livelli. Sul territorio saranno impiegati 34 psicologi nelle Case della Comunità, con almeno sei ore settimanali per ciascuna sede. L’accesso sarà diretto e gratuito: non serviranno prescrizione medica, ticket né prenotazione tramite Cup.

Il servizio non nasce per sostituire i Centri di salute mentale o gli altri servizi specialistici, ma per offrire un primo livello di ascolto, accoglienza e orientamento. Quando necessario, i cittadini potranno essere indirizzati verso Centri di salute mentale, SerD, consultori e altre strutture della rete sociosanitaria.

Altri 14 psicologi saranno invece destinati al servizio digitale, coordinato dall’Asp di Catanzaro. La fase iniziale si concentrerà sulla fascia tra i 18 e i 30 anni e garantirà la presenza di due professionisti anche durante le ore notturne.

Telefono, WhatsApp e telemedicina

Dal 1° ottobre sarà attivo il numero 0961 520230, affiancato dal canale WhatsApp Business 375 520 6607 per i messaggi brevi.

Per i colloqui strutturati a distanza sarà invece utilizzata la piattaforma regionale di telemedicina gestita da Azienda Zero.

La Regione precisa che si tratta di un servizio di ascolto psicologico e non di un canale per le emergenze sanitarie, per le quali resta necessario rivolgersi al 112.

Il disagio psicologico tra i giovani

Durante la presentazione il presidente della Regione Roberto Occhiuto ha parlato di una «epidemia nascosta di disagio psichico», richiamando in particolare la condizione dei più giovani e il peso che ancora esercita lo stigma sulla richiesta di aiuto.

«La salute mentale, e in particolare quella dei più giovani, deve essere una priorità», ha affermato, indicando come obiettivo quello di integrare il nuovo servizio con la rete dei Centri di salute mentale e, in prospettiva, renderlo strutturale.

L’assessore regionale al Welfare Pasqualina Straface ha posto l’accento sulla difficoltà che molti ragazzi incontrano nel rivolgersi a familiari o medici nei momenti di ansia o sofferenza. Ha inoltre richiamato il crescente ricorso dei giovani all’intelligenza artificiale per cercare ascolto, sostenendo che un algoritmo non possa sostituire competenza e responsabilità professionale.

I numeri della salute mentale

La Regione lega il progetto anche ai dati del Rapporto sulla salute mentale 2024 del Ministero della Salute, che rappresenta la principale fonte nazionale sull’attività dei servizi psichiatrici e contiene anche schede regionali. A livello italiano nel 2024 sono state assistite dai servizi specialistici oltre 845mila persone.

Nel comunicato regionale viene inoltre indicato, per la Calabria, il dato di 22.714 accessi in pronto soccorso per motivi psichiatrici, oltre il 38% dei quali classificati come sindromi d’ansia e reazioni acute allo stress.

Sperimentazione fino al 2027

Più del 93% dell’investimento complessivo, secondo la Regione, sarà destinato direttamente alla remunerazione degli psicologi.

La sperimentazione sarà monitorata fino al 31 dicembre 2027, con la possibilità di estendere successivamente il servizio ad altre fasce di età.

La mappa delle sedi e le modalità di accesso saranno disponibili sulla piattaforma regionale dedicata a “Parliamone Insieme”. Il banco di prova, dal 1° ottobre, sarà verificare se un servizio a bassa soglia e immediatamente accessibile riuscirà davvero a intercettare il disagio prima che diventi più grave.