L'imprenditore racconta un episodio avvenuto durante la trattativa per l’aquisizione del club rossoblù: «Era l'occasione per confrontarci, il caffè l'avrei offerto io». E ribadisce: «Per chiudere un'operazione servono sempre uno che compra e uno che vuole vendere»
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La trattativa per la cessione del Cosenza Calcio è ormai definitivamente tramontata, ma l'imprenditore Vincenzo Rota non chiude del tutto la porta al futuro. Intervistato da LaC nella suite aeroportuale di Lamezia Terme durante il programma Zigo Zago Summer, condotto da Simona Palaia e Italo Palermo, Rota ha ripercorso le settimane del tentativo di acquisizione del club rossoblù, svelando retroscena e rilanciando la necessità di un progetto condiviso tra imprenditori del territorio.
«Noi siamo un gruppo di imprenditori – ha spiegato nuovamente l’imprenditore – e questi mesi possono essere utili per diventare una squadra anche tra di noi. Se siamo squadra come imprenditori e come amici, poi possiamo fare bene anche per il Cosenza. Sono convinto che serva un gruppetto di imprenditori uniti, amici, che gestiscano insieme la società».
Secondo Rota, investire nel calcio richiede tempo e sacrifici economici, ma rappresenta anche un'importante occasione di crescita: «All'inizio è difficile fare bilanci positivi, però c'è un ritorno d'immagine enorme e c'è l'energia che ti trasmette il pubblico».
L'imprenditore ha poi rivolto un pensiero ai sostenitori rossoblù: «Voglio fare i complimenti ai tifosi del Cosenza. Sono tantissimi, sparsi in tutto il mondo. Li ho incontrati a Milano, a New York e in tante altre città. Ma quelli che vivono a Cosenza sono davvero fantastici, tengono tantissimo alla squadra». Rota ha quindi allargato il discorso allo sviluppo del territorio, sostenendo come sport ed economia siano strettamente collegati: «Lo sport è un indicatore della crescita di un territorio. Se lo sport è evoluto, significa che quella zona è evoluta. Se ci sono strutture sportive moderne e curate, vuol dire che cresce anche la città. Mi auguro che la Calabria, e Cosenza, continui a crescere anche attraverso lo sport».
Sul mancato accordo con Eugenio Guarascio per il passaggio di proprietà del club, l'imprenditore ha confermato le difficoltà incontrate durante il percorso negoziale: «È stato un avvicinamento importante. Abbiamo capito tante cose. Non è un mondo facile, però se c'è la passione si può risolvere tutto. Naturalmente serve sempre uno che compra e uno che vuole vendere, e così non è stato».
Tra i passaggi più significativi dell'intervista emerge anche un episodio raccontato da Rota e destinato a far discutere: «Io, in un bar di Cosenza, ho incontrato un dirigente del club. È arrivato a un metro da me, poi ha fatto inversione a U e se n'è andato. Era l'occasione giusta per prenderci un caffè, magari glielo avrei offerto io». Infine, Rota ha affrontato anche l'ipotesi, circolata nelle ultime settimane, di dare vita a un nuovo progetto calcistico partendo da zero anziché rilevare il Cosenza esistente: «Nel gruppo di imprenditori non tutti erano d'accordo. Qualcuno sosteneva che fosse meglio partire da zero piuttosto che farsi carico dei debiti degli altri. È una possibilità di cui abbiamo parlato, ma per fare certe cose serve unità d'intenti. Aspettiamo dicembre e vediamo cosa succederà».

