Il difensore (classe 2006) si è comunque rivelato una delle note più liete del club: «La società mi fa sentire la fiducia, e questo per me è importante»
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Una prima metà di stagione in chiaroscuro per il Campora, che ha chiuso il girone di andata del campionato di Promozione A sopra la soglia play out, anche se un po' di rammarico c'è considerando il valore qualitativo della rosa. Con l'avvento del 2026, però, l'obiettivo è quello di risalire la china e cercare di sgomitare per le zone medio alte della classifica.
Parla Cerra
Come detto, tanta è la qualità di questo Campora con diversi giocatori di valore in organico e, soprattutto, giovani di talento e tra questi rientra Giovanni Cerra. Il difensore, classe 2006, sta infatti dimostrando tutte le sue qualità alla sua prima avventura tra i cosiddetti grandi.
Proprio il diciannovenne ripercorre il cammino del Campora in questa prima metà di stagione: «Per ciò che ci eravamo prefissati, la squadra che si era creata aveva e ha le potenzialità dell'alta classifica. Nel girone di andata pensavamo certamente di fare meglio, perché ne abbiamo le potenzialità. la società non ci fa mancare nulla, purtroppo diversi episodi si sono rivoltati contro e ci hanno fatto perdere punti in giro». E ancora: «Non credo nella sfortuna, poiché ognuno si trova dove merita di stare, ma nel nostro caso abbiamo anche pagato il fatto che il gruppo era prevalentemente nuovo e giovane, e non conoscendo il campionato abbiamo pagato l'inesperienza iniziale».
Fiducia ripagata
Una scommessa vinta quella del Campora, che si è affidato alle prestazioni del classe 2006, il quale si è subito preso il suo posto da titolare: «Dispiace solo he domenica prossima non ci potrò essere per squalifica. La società mi ha dimostrato tanto ed è una cosa che fa piacere a tutti i ragazzi, proprio per questo mi sento di dare tanto ogni settimana e in ogni partita. Questa è la mia prima stagione che faccio tra i grandi e l'obiettivo è quello di migliorare. Ringrazio il Campora per avermi lanciato e permesso di iniziare la mia carriera».
E ancora: «C'è gente come il direttore Trotta, e tutta la società, che sono persone davvero umane prima che professionali e questo mi dà un'enorme fiducia e ne sono onorato».

