Il tecnico della squadra cosentina, capolista nel girone A: «Con la dirigenza abbiamo costruito una squadra senza badare ai nomi, ma a profili funzionali».
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Trentaquattro punti in quindici giornate, condite da ventotto gol fatti (secondo miglior attacco) e solamente dieci subiti (miglior difesa): sono i numeri di una Morrone che, per il momento, sta meritatamente guidando il campionato di Promozione A dopo il girone di andata, chiuso con una sola sconfitta. La compagine granata sta infatti dimostrando solidità ma anche idee e organizzazione, grazie a un gioco collettivo e dinamico che è figlio di una precisa filosofia: quella di mister Lorenzo Stranges.
Parla Stranges
Un 2025 chiuso con l'etichetta di campione d'inverno, dunque, per la formazione cosentina che adesso più che mai sta dimostrando di poter ambire al salto diretto in Eccellenza.
Rispetto agli ultimi anni, infatti, la Morrone quest'anno sembra avere un qualcosa di diverso ed è proprio il tecnico Stranges, in esclusiva ai microfoni di LaC News24, a spiegare quali possano essere le differenze rispetto alle precedenti stagioni, e alla luce della sua seconda esperienza su questa panchina a distanza di qualche anno: «Innanzitutto siamo contenti di quanto abbiamo fatto e stiamo facendo, anche perché è da questa estate che lavoriamo per cercare di essere protagonisti e ci stiamo riuscendo. Io sono molto legato alla Morrone, però negli anni scorsi non avevo ben chiara la situazione dal momento che sedevo sulla panchina dell'Atletico Maida, nel girone B di Promozione. Non conoscevo le dinamiche che c'erano e il tipo di squadra, quindi sarei troppo superficiale nel dare dei giudizi, anche se mi ha sorpreso la retrocessione dall'Eccellenza visto che si erano fatti tanti sforzi per portarla nel massimo campionato regionale. Posso parlare di questa mia seconda gestione, con qualche giocatore dello scorso anno che è rimasto e qualcun altro nuovo che è arrivato. Ho cercato di fare sempre quello che faccio di solito, ovvero creare un gruppo coeso e giovane e di conseguenza una squadra in grado di potersela giocare contro chiunque. Quanto alla costruzione della rosa, non ho badato al nome ma alla sostanza e a quello che mi può dare un determinato giocatore, basti pensare che della nostra rosa solo due o tre sono i nomi conosciuti».
Un organico costruito su filosofie precise: «Noi abbiamo perso due pedine importanti come Pansera e Mazzei - continua il tecnico - e li abbiamo sostituiti non con nomi sulla carta di spessore, ma con profili funzionali».
Corsa serrata
Un girone di ritorno tutto da vivere e con almeno cinque o sei pretendenti per i vertici: «Nessuna delle antagoniste mollerà la presa secondo me. Il Mesoraca si sta muovendo bene anche nel mercato invernale e questo è già un segno chiaro, senza dimenticare Cassano Sybaris e Sersale che vantano due squadre di grosso spessore e non sono lassù per caso, e poi Corigliano e Altomonte. Insomma, queste sono tutte squadre che qualitativamente sono superiori a noi, ma noi invece dobbiamo essere superiori tatticamente ed è lì che sta la vera differenza».

