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Contenzioso con il fisco: secondo atto il 21 luglio. Ma c’è la fumus boni iuris

Contenzioso con il fisco: secondo atto il 21 luglio. Ma c’è la fumus boni iuris

Tra un mese si entrerà nel merito. Il commercialista Giorgio Sganga soddisfatto di aver ottenuto la richiesta di sospensione.

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Il commercialista Giorgio Sganga

Oggi era il gran giorno della verità, lo spartiacque tra il vecchio ed il nuovo, fisco permettendo. Alle ore 9,10 presso la sesta sezione della corte tributaria di via Montesanto, è iniziata la discussione il ricorso che il Cosenza Calcio aveva inoltrato nei confronti dello stato riguardante gli accertamenti svolti da quest’ultimo quando ancora la denominazione era “Rende Calcio”. Il contenzioso riguardava le annate 2001, 2002, 2003 e 2004 nelle quali sarebbero state rilevate alcune anomalie nel corrispondere l’Iva, l’Irpeg e l’Irap. Come delegato dell’Agenzie delle Entrate c’era il dottor Francesco Giacomo Scarcelli, mentre a tutela del club rossoblù  Pasquale Seragò e, appunto, Giorgio Sganga . A prendere per primo la parola è stato proprio quest’ultimo che ha chiesto immediatamente di “entrare nel merito”, cosa sulla quale l’accusa però non era d’accordo. Così Sganga: “Innanzitutto l’accertamento è stato indirizzato al Cosenza Calcio 1914 srl, mentre i fatti avvennero quando gli attuali dirigenti non erano coinvolti nella società di allora. Bisognerebbe chiedere a chi, negli anni in questione, amministrava il club (che aveva un altro nome) e sono certo che anche il quel caso arriverebbero delle risposte esaurienti. Siccome la discussione non è un fatto privato, ma di rilevanza sociale, vorrei dibattere sin da ora. La società sportiva che rappresento deve chiudere il bilancio entro il 30 giugno e presentare i documenti alla commissione di controllo per l’iscrizione: stante così le cose non può farlo. Se dovesse essere accolta la richiesta dell’ufficio, inoltre, siginificherebbe la fine”.  Il commercialista del Cosenza Calcio ha con sè una difesa che si basa su dieci punti, i primi nove riguardano l’illegittimità di quanto sostiene l’Agenzia delle Entrate, il decimo ne chiede la sospensione. Scarcelli è favorevole a rimandare il tutto, ma va giù duro: “La sospensione vorrei fosse supportata da una fidejussione da parte della società rossoblù”. Pretesa pesante, perché non è di certo nelle capacità del club di viale Magna Grecia garantire per più di quattro milioni di euro. La parola passa al Presidente Sergio Caliò che si ritira per deliberare. Al rientro in aula, la decisione è quella scontata del rinvio (al 21 luglio alle ore 9), ma con due particolari: la non ammissibilità della richiestà dell’accusa e l’adduzione alla fumus boni iuris,  ovvero il riconoscimento che le parole di Sganga hanno i requisiti necessari ad ottenerne l’accettazione. In parole povere, è un provvedimento cautelare che sospende provvisoriamente l’atto contestato prima del ricorso. Ne consegue che il bilancio potrà essere approvato e la squadra iscritta alla Prima Divisione. Il nuovo appuntamento pertanto sarà il 21 luglio (per il quale bisognerà aspettare altri 30 giorni per conoscerne la sentenza), ma questo è solo il primo dei tre gradi di giudizio che potrebbero protrarsi fino alla sentenza di Cassazione. (co. ch.) 

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