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Cosenza, aspettando il nuovo allenatore: Gigi De Rosa

Cosenza, aspettando il nuovo allenatore: Gigi De Rosa

E’ stato una bandiera dei Lupi da calciatore ed ha già ricevuto l’incarico di tecnico a più riprese. Come per il ds, è presumibile che a breve Guarascio faccia la propria scelta. Tra la riconferma di Gagliardi ed una nuova chiamata (si parla di Costantino) cerchiamo di fare l’identikit.
De Rosa d indicazioniGigi De Rosa nella stagione 2010-2011 sulla panchina del Cosenza: sfiorò l’impresa (foto rosito)
Terzo appuntamento con il dossier di CosenzaChannel.it. Nella prima puntata (clicca qui) abbiamo parlato di Gianluca Gagliardi, mentre nella seconda è toccato al favorito Massimo Costantino (clicca qui). Adesso è il turno di una vecchia conoscenza degli sportivi di fede rossoblù, Gigi De Rosa, che nel cuore della Curva Bergamini ha sempre un posto privilegiato. In passato ha già avuto l’onore di occupare la poltrona più ambita del San Vito con fortune alterne.
DE ROSA. Appese le scarpette al chiodo dopo essere stato una bandiera del Cosenza, inizia la sua esperienza come vice di Bortolo Mutti con cui i rossoblù sfiorano la promozione nel massimo campionato. Il presidente Pagliuso, una volta divorziato dal trainer bergamasco, gli affida la panchina dei Lupi nel torneo 2001-2002: è la sua prima esperienza. Prima di accettare l’incarico, De Rosa partecipa al corso Master di Coverciano e si laurea allenatore con 110/110 e lode, arrivando primo nella classifica dei voti insieme a Serse Cosmi, ottenendo così la Licenza UEFA Pro che gli dà il diritto di allenare nelle massime categorie. La sua tesi finale del corso Master per allenatori di prima categoria verrà pubblicata successivamente sul sito ufficiale del Settore-Tecnico della Figc. L’inizio non è entusiasmante e anche se la squadra non scivola mai in zona retrocessione, viene esonerato lasciando il posto ad Emiliano Mondonico. Viene però richiamato a quattro giornate dalla conclusione: la salvezza diventa realtà quando all’ultima giornata i Lupi espugnarono 2-1 il Castellani di Empoli evitando clamorosamente lo spareggio con la Ternana sconfitta a Bari, città natale dello stesso De Rosa. L’anno dopo subentra a Gaetano Auteri sulla panchina del Crotone in C1: poche partite fino al termine della stagione senza però conquistare una vittoria. Sposa il progetto di rinascita dalla D del 1914 nell’estate del 2005, ma l’inesistenza di un programma e di una società lo inducono a dimettersi ben presto. Nel gennaio del 2007 viene ingaggiato dal Pescara, sua ex squadra da calciatore, per tentare una disperata salvezza tra i cadetti. Le prova tutte, ma alla fine incisero più i problemi del club e il disastroso girone di andata dove si cambiarono tre allenatori che le buone cose fatte vedere con De Rosa in panchina. Nel 2007-2008 torna a Crotone, ma da allenatore della Berretti. Conclusa la stagione, resta senza panchina fino all’aprile del 2009. Fu il Monopoli in Seconda divisione, all’epoca inserito nello stesso girone del Cosenza, a chiedergli di evitare il ritorno tra i dilettanti. Subentrò a Geretto e dai playout porto i biancoverdi poco fuori dalla zona playoff. Nella stagione sportiva 2009/2010 siede sulla panchina del Francavilla, compagine pugliese militante in Serie D. Alla prima gara ufficiale sulla panchina francavillese conquista una storica vittoria battendo in Coppa Italia l’Avellino, squadra appena retrocessa dalla serie B: dopo 13 secondi di gioco la squadra di De Rosa segna l’1-0 e dopo i primi 15 minuti conduceva già per 3-0. Nell’estate del 2010 il ritorno a Cosenza. Luca Pagliuso dapprima gli affida la panchina degli Allievi, poi lo promuove a vice di Mario Somma dopo l’esonero di Stringara. Diventa allenatore della prima squadra a febbraio a margine delle dimissioni prima di Somma e poi di Toscano. La situazione è disperata con il gruppo in costante rivolta verso una proprietà che non c’è più e autore di scioperi ed ammutinamenti. Sul campo Gigi fa i miracoli conquistando 4 vittorie, 5 pareggi e 3 sconfitte. Soltanto un gol dell’Andria a Terni al 97′ gli impedisce di regalare alla città una salvezza storica, che si tramuta in dramma nella doppia sfida di playout col Viareggio. Senza la penalizzazione di cinque punti, De Rosa sarebbe arrivato decimo in classifica.
PRO… E’ un cultore del 4-4-2, modulo in cui crede fortemente. Non disdegna di applicare la variabile del 4-2-3-1, specialmente se gli si concedesse la possibilità di dare un’impronta ben precisa alla squadra sin dal ritiro. Potrebbe diventare allenatore del Cosenza perché oltre ad essere un’icona della tifoseria, conosce l’ambiente alla perfezione vivendo da tempo in città e accetterebbe l’incarico accordandosi a cifre contenute. Ha molte speranze se dovesse essere Quaglio ad avere l’ultima parola.
… E CONTRO. Dopo l’esperienza del 2010-2011 vorrebbe certezze societarie per lavorare in armonia e puntare, se il caso lo richiedesse, anche su giovani di prospettiva. Difficile che sia lui il prescelto qualora tocchi ancora a Stefano Fiore allestire l’organico: già dopo il secondo fallimento l’ex azzurro preferì puntare su un altro allenatore che sul suo ultimo tecnico da giocatore. (Stefano Sicilia)

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