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Avvocati Cosenza, il Consiglio decade: i sette dissidenti si sono dimessi

Avvocati Cosenza, il Consiglio decade: i sette dissidenti si sono dimessi

I sette avvocati del Consiglio dell’ordine che più volte hanno chiesto al presidente Morcavallo di fare un passo indietro, questo pomeriggio hanno deciso di dimettersi. Intanto la procura di Cosenza chiede il rinvio a giudizio del noto amministrativista.

La notizia è clamorosa. I sette dissidenti Emilio Greco, Giancarlo Gentile, Claudio De Luca, Filippo Mancini, Giovanni Spataro, Giuseppe Lepera e Francesco Calvelli si sono dimessi dal Consiglio dell’Ordine, motivo per il quale decade anche la carica di presidente occupata da Oreste Morcavallo. La decisione è stata presa oggi pomeriggio nel corso di una riunione alla quale hanno partecipato i sette avvocati del foro di Cosenza.

Gli avvocati hanno più volte sollecitato il noto amministrativista a fare un passo indietro, ma quest’ultimo ha sempre rimandato eventuali decisioni che lo riguardassero o forse ha deciso di fare orecchie da mercante. La situazione, alla luce della richiesta di rinvio a giudizio formulata dai pubblici ministeri Donatella Donato, Giuseppe Cava e Giuseppe Visconti, era complicata da diverse settimane. Le perduranti richieste di convocare un Consiglio e discutere delle dimissioni del presidente sono rimaste inascoltate per lungo tempo, costringendo i sette avvocati ad uscire pubblicamente rendendo nota la loro posizione.

Oreste Morcavallo, com’è noto, è indagato per elusione fiscale insieme alla moglie sospettata di aver agito in concorso col marito. Secondo la Guardia di Finanza di Cosenza e la procura diretta dal procuratore capo Mario Spagnuolo, il responsabile dello studio legale finito nel mirino degli inquirenti con raggiri e artifizi avrebbe evaso il Fisco per circa 3 milioni di euro. Una parte della somma è stata già versata all’Erario ma contestualmente i magistrati avevano chiesto e ottenuto il sequestro preventivo per equivalente di circa 200mila euro mettendo i sigilli ad alcuni appartamenti riconducibili all’avvocato del foro di Cosenza.

La Guardia di Finanza sostiene che, attraverso l’incrocio di dati ottenuti da interrogazioni alle banche dati e l’effettuazione di controlli incrociati presso i clienti ed indagini finanziarie, sia stata dimostrata l’evasione fiscale milionaria. Le indagini finanziarie inoltre avrebbero confermato ulteriormente l’evasione fiscale con l’individuazione di pagamenti eseguiti da clienti senza emissione di fatture o con emissione di semplici preavvisi di parcella o proforma privi di valore fiscale. E qui le Fiamme Gialle hanno individuato il conto corrente intestato alla moglie, destinato ad accogliere gli incassi di molte delle operazioni non contabilizzate. (Antonio Alizzi)

 

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