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Il “grande imbroglio” per gli impianti sciistici di Lorica

Il “grande imbroglio” per gli impianti sciistici di Lorica

Gli impianti sciistici di Lorica sono il nuovo tormentone politico-giudiziario. L’inchiesta “Lande desolate” spiega tante cose.

In un servizio sugli impianti sciistici calabresi, proprio Cosenza Channel aveva messo in risalto che la struttura di Lorica dovesse andare ancora in funzione a distanza di anni dal suo concepimento. E dietro ai ritardi, spiegano i finanzieri, c’è un “grande imbroglio”.

L’impossibilità a collaudare gli impianti sciistici di Lorica

Negli ultimi mesi del 2016 si assiste ad una vera e propria corsa al collaudo degli impianti di Lorica, caratterizzata da continue sollecitazioni ed interferenze della parte politica per accelerare le operazioni: in questo contesto si colloca, da parte dei direttori dei lavori Francesco Tucci e Carmine Guido, su «istigazione» di Luigi Zinno, «l’ennesima condotta di falso, consistita nellacertificazione della “corretta esecuzione dei lavori previsti” ai finiantincendio con dolosa omissione del mancato trattamento ignifugo delle pareti in legno delle strutture ricettive».

«La sequenza delle fasi di collaudo – ovvero il collaudo statico delle strutturead opera di collaudatore esterno ed il collaudo tecnico da parte dell’Ufficio speciale trasporti e impianti fissi (Ustif) – è, però, rivelatrice anche dellegravi problematiche di sicurezza che si manifestano all’atto di mettere infunzione gli impianti, (inevitabile) conseguenza dell’approssimazione e dellafretta che avevano connotato l’intervento sin dalla sua progettazione».

Il 22 ottobre del 2016, il Presidente Oliverio effettua una nuova visita a Lorica in compagnia del consigliere regionale Aieta, assicurando il proprio intervento anche presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per accelerare il collaudo e rinnovando, ancora una volta, la promessa diulteriori finanziamenti («“se vedo che voi finite…io vi do l’altra cosa che già sono state allocate là…”») già in parte adempiuta attraverso la citata deliberazione del 13.5.2016. L’esito dell’incontro è riferito a Barbieri da Arturo Veltri, il quale si dice convinto che, appena collaudati gli impianti, avrebbero ottenuto la formale concessione dei lavori complementari.

Le intercettazioni

Veltri: Si, siamo stati sulle piste, sia a vedere tutta la linea della seggiovia, a vedere la stazione di monte, a vedere le piste nuove che abbiamo fatto, poisiamo stati alla…un sacco nel piazzale…un caffè a un bar…no, è stato tantissimo, c’era lui e Aieta…

Omissis

Veltri: …che a dicembre…apriremo!!
Barbieri: …(ride)…ah, ok!!
Veltri: Cioè infatti siamo impelagati, fino al collo…Giò, dobbiamo…
Barbieri: Ormai siamo proprio impelagati…
Veltri: Si, si…mercoledì si vede con Del Rio…e porterà di persona la nota per il collaudo…
Barbieri: Ah, ok…
Veltri: …dal 15 novembre in poi…
Barbieri: Quindi questa vabbè, questa è una cosa che ci dà un vantaggio spaventoso a noi!!
Veltri: Si, si, se la vede lui personalmente, ha detto “no, no, me la vedo personalmente io, anzi mercoledì ho appuntamento con Del Rio…” e la consegna a lui…
..omissis..
Veltri: …quindi, appena partiamo, loro fanno subito il decreto dell’altracosa, prima no!…
Barbieri: Cioè, appena partiamo che vuol dire…?
Veltri: Se noi partiamo l’1 dicembre loro il 2 dicembre firmano il decreto…
..omissis..
Veltri: …perché lui ha detto “se vedo che voi finite…io vi do l’altra cosa chegià sono state allocate là…”
Barbieri: Va bene, d’accordo…!!”).

Se la figlia di Oliverio “mette in guardia” il presidente della Regione…

Il 24 ottobre del 2016 Luigi Zinno discute con un funzionario dell’Ustif presso la sede di Bari, cui richiede «”uno sforzo aggiuntivo”» per la celere definizione del collaudo e costui gli rappresenta la necessità di tutta una serie di documenti prima di poter effettuare anche solo una visita preventiva.

Dopo circa due mesi è ancora il funzionario dell’Ustif che segnala a Zinno la necessità, fra gli altri, del collaudo statico, rispetto al quale in effetti il Genio Civile avevariscontrato alcune incongruenze, come ad esempio l’anteriorità delle date dei provini del calcestruzzo rispetto all’inizio dei lavori, circostanza, quest’ultima, dovuta al fatto che, su «istigazione» di Zinno, che ora se nelamentava («“e allora perché l’hai fatto, non lo potevi fare!”»), Tucci aveva avviato i lavori prima del dovuto per raggiungere la «“famosa”» percentuale del 60% («“quando l’ho fatto ti faceva comodo!!…che ho cominciato i lavori prima!!”»).

Qualche giorno dopo è lo stesso Presidente Oliverio a rappresentare a Zinno la grave carenza documentale riscontrata dalla figlia Laura, in servizio presso il Ministero delle Infrastrutture, che aveva visionato la relazione di collaudo statico, inviata senza neppure il prescritto deposito al Genio Civile, la qualerisultava talmente scarna da apparire «”irricevibile”».

Per questo motivo, la sera stessa Zinno contatta un dipendente del Genio Civile chiedendogli aiuto («“mi devi salvare solo tu..”») ed ottenendone l’immediata e riservata disponibilità («“senza parlare più!”»).

Il 27 dicembre 2016 Zinno si reca a Roma per incontrare al Ministero il funzionario Di Giambattista, alla presenza di Laura Oliverio, al fine di ottenere la massima collaborazione da parte dell’Ustif. Al termine dell’incontro Zinno avrebbe riferito telefonicamente al Presidente della disponibilità dimostrata dal funzionario, che Oliverio si sarebbe ripromesso di ringraziare.

Particolare importanza ha però il colloquio de visu che, al ritorno da Roma, Zinno intrattiene con Oliverio, che lo attende alla stazione di Cosenza, ed il cui contenuto viene riferito il giorno dopo da Tucci ad una sua amica: emerge, infatti, che ZINNO avesse parlato riservatamente con il Presidente e, al termine, lo stesso Oliverio si fosse rivolto a Tucci dicendogli «“Ingegnè, io tengo molto a Lorica. Noi dobbiamo risolvere Lorica e io ci investirò, tu non puoi immaginare quanti soldi”«, ha detto lui…«”però tu mi devi spianare la strada!!”» ed aggiungendo di tenere molto ad Arturo Veltri, al quale era stato offerto un contratto a tempo determinato di un anno presso il Dipartimento Infrastrutture guidato da Zinno.

Agli inizi del 2017, Francesco Tucci contatta il sub-appaltatore Marchese per riferirgli chel’Ustif aveva contestato i contenuti della dichiarazione antincendio delle pareti in legno delle strutture di Lorica e questi gli rappresentava la necessità di trattarle con vernici intumescenti, impegnandosi a ricercare un fornitore dei prodotti da utilizzare.

Passano pochi, e in un colloquio con Oliverio, Zinno ammette che per rimediare alle osservazioni del Ministero aveva dovuto fornire lui stesso un modello di relazione di collaudo da adattare al caso concreto. Due giorni dopo Carmine Guido, altro direttore dei lavori, riferisce a Tucci che, secondo la circolare Ustif, non occorreva fornire una certificazione dellestrutture ma l’Ufficio aveva soltanto richiesto informazioni sul trattamentocon materiali ignifughi dei listelli in legno, sicché proponeva «“la furbata”» di dichiarare che i trattamenti con vernice tumefacente sarebbero stati effettuati con cadenza annuale ed in periodo primaverile (così giustificando perché non fossero stati trattati).

Nella stessa giornata, dopo essersi dichiarato disponibile a procedere nel senso suggerito da Guido, il direttore di cantiere Tucci prende atto dell’impercorribilità di questa soluzione, essendo in ogni caso necessario comunicare ad Ustif la documentazione relativa alle superfici trattate,conseguibile solo con l’acquisto delle vernici («”poi la metti mo o la metti in primavera però purtroppo c’è bisogno dei documenti che questi ti danno solo una volta che noi acquistiamo il materiale”»).
Nel frattempo vengono svolte le prove di funzionamento dell’impianto edemergono problematiche tali da far dubitare seriamente della collaudabilità degli impianti.

Le cabine non funzionano

Dapprima è Tucci che riferisce a Balada, rappresentante della Bartholet, di aver visto «“una cabina stava urtando il pilone e all’ingresso si sbattono traloro e non sono riusciti a fare le prove”», poi Veltri riferisce a Barbieri che «“la cabina va spesso in blocco e si ferma la linea ed entra il freno disicurezza…poi ci sono molte cabine e non sempre la stessa cabina e mo ti spiego il perché…quando entra nella stazione di arrivo e di partenza oscilla in entrata…questo è un altro problema…poi non sempre funziona il freno di entrata in stazione…quindi spesso la cabina entra troppo veloce instazione e quindi oscillando c’è il rischio che esce fuori dalla guida…eh siccome ieri hanno già fatto questa prova e si pensava fosse una…diciamo…anomalia della singola cabina..[..]…oggi quest’anomalia si è verificata anche su altre cabine quindi si è legato il problema non alla cabina, ma forse all’intero impianto”», quindi Tucci racconta a Zinno dello scontro con Balada sulla situazione degli impianti («“che io ti devo dire le cose come stanno…poi decidiamo io e te perché io non ti posso esporre a una cattiva figura con il Presidente…l’ho visto preoccupato (ndr: Hassan)…ho chiamato a Balada, ma tu che parli contro a Barbieri ma chi cazzo sei…ma tu ti rendi conto che eravamo nella stazione e na cabina mi stava venendo addosso perché non si è fermata…ma che cosa stai dicendo gli ho detto…ma come ti permetti di dire che l’impianto è collaudabile e meno male che non è venuta Ustif!») ed infine ancora Tucci parlando con Semperboni gli riferisce che «“le cabine entrano in stazione a velocità folle, slittano, ci sono anomalie in linea a due piloni…ho visto…ma dimmi una cosa…in una frenata di emergenza ho vistoche la cabina proprio non ha toccato il pilone per 5 cm…è una cosa che può accadere questa?”»).

Il 16 gennaio 2017, nell’imminenza del collaudo dell’Ustif, dal colloquio fra Tucci e Semperboni emergono ulteriori difformità costruttive, stavolta legate all’altezza dei plinti di fondazione dei piloni della seggiovia, difforme daquella dichiarata nel certificato di collaudo depositato al Genio civile.

Infine, tre giorni dopo interviene il sequestro penale preventivo dei beni di Barbieri, compresi gli impianti di Lorica, con conseguente interruzione della procedura di collaudo. (a. a.)

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