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Allarme criminalità nella Sibaritide, casi al vaglio dell’Antimafia

Allarme criminalità nella Sibaritide, casi al vaglio dell’Antimafia

Tre indizi fanno una prova. Nel territorio della Sibaritide scatta l’allarme criminalità. Nella notte un nuovo incendio ha scosso la zona di Marina di Sibari.

Si parte dalla cronaca recente che richiama l’attenzione su un nuovo atto intimidatorio avvenuto nella notte all’interno del villaggio “Marlusa”, che fa parte del più noto Resort “Minerva Club” di Marina di Sibari. Ignoti hanno incendiato i locali della lavanderia. Ma è solo l’ultimo di una lunga seria.

Nei giorni scorsi un altro incendio aveva provocato la distruzione di due auto, rispettivamente in uso a padre e figlio, quest’ultimo noto a Cassano all’Jonio per le tante attività che svolge nel sociale e nella cultura. Ancor prima, le fiamme avevano seriamente danneggiato una sala ricevimenti del “Minerva Club”, il giorno prima di un matrimonio, poi svoltosi regolarmente sempre nella struttura turistica ionica.

Tutti avvenimenti dolosi che portano, secondo gli investigatori, in un’unica direzione. I carabinieri infatti concentrano le loro attenzioni sulle dinamiche criminali del luogo, alla ricerca di indizi che possano confermare la pista del “racket”. Nel caso del “Minerva club”, invece, era stata vagliata anche la lista dei presenti del banchetto nuziale.

Criminalità organizzata, omicidi e strategie

Gli inquirenti antimafia conoscono bene le dinamiche della Sibaritide, tanto da richiamarla in una delle ultime relazioni della Direzione Nazionale Antimafia, la quale annunciava in tempi non sospetti mutamenti all’interno della criminalità organizzata, prima ancora degli omicidi eccellenti di Leonardo Portoraro, avvenuto nel giugno scorso a Villapiana in pieno giorno, e di Silvio Longobucco, storico esponente delle ‘ndrine di Corigliano. Dietro a questi delitti in stile mafioso potrebbe esserci la volontà di prendere le redini criminali del territorio, assicurando invece una continuità organizzativa che dura da anni.

La magistratura inquirente, sia quella ordinaria sia quella antimafia, è attenta ai possibili sviluppi della zona. E non è da escludere che del caso “Sibaritide” se ne parli anche in commissione antimafia, presieduta dal cosentino Nicola Morra, il cui vice è Jole Santelli, altra cosentina doc. Staremo a vedere. (a. a.)

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