Giudiziaria

Petrini interrogato per 4 ore. Tursi Prato: «Mai avuto rapporti col giudice»

Interrogatorio fiume per il giudice Marco Petrini, ascoltato per oltre 4 ore dal gip di Salerno. Tursi Prato ha risposto a tutte le domande.

Petrini davanti al gip di Salerno per oltre quattro ore. E’ durato così tanto l’interrogatorio di garanzia del giudice della Corte d’Appello di Catanzaro, accusato (tra le altre cose) di corruzione in atti giudiziari, aggravata in alcuni casi dal metodo mafioso. Il magistrato nato a Foligno, ma residente in Calabria da oltre 20 anni, ha risposto a tutte le domande del gip distrettuale di Salerno, Giovanna Pacifico, chiarendo – a suo modo di dire – tutte le contestazioni mosse dalla Dda di Salerno. Un interrogatorio lungo che ha rimandato tutti gli altri interrogatori di garanzia nel pomeriggio. Dopo del giudice Marco Petrini (difeso dall’avvocato Agostino De Caro del foro di Salerno), infatti, è toccato all’avvocato Francesco Saraco, difeso dall’avvocato Giuseppe Della Monica.

L’interrogatorio di Tursi Prato: «Mai avuto rapporti con Petrini»

Pino Tursi Prato, invece, è rimasto davanti al giudice che lo ha arrestato per quasi un’ora e mezza, rispondendo alle domande sui rapporti che ha avuto con gli odierni indagati. A cominciare da quelli col giudice Marco Petrini: «Con lui non ho mai avuto rapporti, non l’ho mai visto» ha dichiarato l’ex consigliere regionale. Difeso dagli avvocati Franz Caruso, Cataldo Intrieri e Michele Filippelli, il politico cosentino ha aggiunto che il suo unico intento era quello di avere in tempi brevi il provvedimento della Corte d’Appello sull’istanza presentata dall’avvocato Stefano Giordano del foro di Palermo (LEGGI QUI L’APPROFONDIMENTO). Tursi Prato, a dire dei suoi difensori, ha chiarito in modo sereno le contestazioni mosse dai magistrati campani.

Dal punto di vista della difesa di Tursi Prato, inoltre, non è configurabile il reato di corruzione in atti giudiziari, in quanto il giudice Marco Petrini non era il presidente della sezione che doveva (e ancora deve) esprimersi sul caso simile a quello di Bruno Contrada. Così come, secondo i difensori di Tursi Prato, non si comprende come l’ex consigliere regionale e gli altri indagati avrebbero dovuto tentare di corrompere il giudice Loredana De Franco per una sentenza contro esponenti della cosca di Guardavalle. Non si può ritenere che la suocera del giudice, Virginia Carusi e lo stesso marito, Filippo Catizone, fossero elementi a cui offrire qualcosa in cambio, anche perché nulla è stato offerto. Per i legali di Tursi Prato il gip di Salerno ha inteso punire solo l’intenzione, in mancanza degli indizi e soprattutto della prova dell’accordo corruttivo.

Gli altri interrogatori di garanzia

Al termine dell’interrogatorio di garanzia di Pino Tursi Prato, il gip del tribunale di Salerno ha sentito Luigi Falzetta (difeso dall’avvocato Paolo Pellegrino) e Giuseppe Caligiuri (difeso dall’avvocato Sero del foro di Bologna). Lunedì, infine, si terrà quello di Emilio Santoro, ex medico e dirigente dell’Asp di Cosenza.

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Antonio Alizzi

Giornalista professionista dal 13 giugno del 2012. Dal 2002 al 2006 ho lavorato con "La Provincia Cosentina", curando le pagine del calcio dilettantistico. Nel 2006 passo al quotidiano regionale "Calabria Ora", successivamente "L'Ora della Calabria", in servizio presso la redazione sportiva. Mi sono occupato del Cosenza calcio e delle notizie di calciomercato. Nel 2014, inizio l'avventura professionale con il quotidiano nazionale "Cronache del Garantista", scrivendo per la cronaca giudiziaria nel Distretto di Catanzaro. Ora collaboro con Cosenza Channel e due riviste nazionali.

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