martedì,Febbraio 7 2023

Matteo Salvini nella piazza “rossa” della Presila cosentina

E Matteo Salvini irruppe in Presila. Il leader della Lega continua a macinare fatti simbolici con un preciso significato, nella sua breve ma intensa visita in Calabria a sostegno più alla lista del partito, che alla candidata della coalizione Jole Santelli. Il comizio a Spezzano della Sila ha una valenza. La presila cosentina rappresenta (forse

Matteo Salvini nella piazza “rossa” della Presila cosentina

E Matteo Salvini irruppe in Presila. Il leader della Lega continua a macinare fatti simbolici con un preciso significato, nella sua breve ma intensa visita in Calabria a sostegno più alla lista del partito, che alla candidata della coalizione Jole Santelli. Il comizio a Spezzano della Sila ha una valenza. La presila cosentina rappresenta (forse si dovrebbe parlare usando l’imperfetto) uno dei feudi “rossi” per eccellenza. Un tempo era una solida cassaforte di voti per il fu Partito comunista italiano. Qui si nascose Pietro Ingrao (sopra Pedace) braccato dalle camicie nere.

Da Spezzano Piccolo mosse i passi Fausto Gullo, uno dei ministri più autorevoli dei primi governi nell’immediato dopo guerra con le principali forze antifasciste. E, sempre da Pedace, venne Cesare Curcio, deputato e poi sindaco del comune, in prima linea contro il fascismo nel ventennio mussoliniano. Un territorio che ha alle spalle una tradizione culturale specifica e definita. Sullo stesso filone della visita a Brescello, teatro degli scontri tra Don Camilo e Peppone (sindaco rigorosamente comunista) ambientato nelle pagine favolose di Giovannino Guareschi e della capatina nella Riace dell’ex sindaco Mimmo Lucano, il passo verso Spezzano.

Salvini in tour in tutta Italia

Il leader della Lega fa questo da anni. Visitare l’Italia alternando le piazze delle grandi città con quelle dei piccoli paesi, volendo testimoniare il messaggio di vicinanza a lunga gittata con la totalità di un territorio. Ad aspettarlo una “piazza 4 fontane” gremita di sostenitori, interessati, curiosi, ma anche dal corteo “antagonista“, dove spiccavano striscioni e qualche sardina, volendo mettersi nel solco iniziato a Bologna, proprio in contrapposizione ad un comizio dell’ex ministro.

Salvini è arrivato da Gioia Tauro, con più di tre quarti d’ora di ritardo. Prima di lui avevano preso la parola i candidati della lista e gli esponenti della Lega. Leo Battaglia (questa volta era lui e non il gemello), Emma Staine che è di casa e lo scorso anno raccolse buone preferenze nella zona da candidata al Parlamente europeo, Pietro Molinaro, Gregorio Iannotta e per concludere Amedeo Aquila, referente della Lega di Spezzano Sila.

Cristian Invernizzi, commissario regionale, dall’alto del suo accento bergamasco ha attaccato i contestatori: «Chi contesta dovrebbe prendersela con Oliverio. Matteo Salvini e la Lega sono qui non per colonizzare ma per liberare le energie della Calabria, da troppo tempo governata da una massa di incapaci». Iannotta ha rincarato la dose: «Non siete voi i migliori. Ho attraversato il corteo per metterci la faccia».

Dai selfie al comizio di Spezzano della Sila

Dieci minuti di comizio, oltre allo spazio dedicato ai selfie, elemento di non poco conto della propaganda leghista. L’uomo venuto dal profondo Nord ha criticato la sinistra, promettendo una rinascita della Calabria nei prossimi 5 anni. Un processo guidato dalla Lega. I massimi dirigenti della coalizione di centrodestra credono nella vittoria, tanto da mettere le mani avanti. Nella sua prima visita, il segretario del Carroccio aveva detto di puntare all’agricoltura, ma Giorgia Meloni (leader di Fratelli d’Italia) ne aveva frenato le ambizioni: «Prima si vince, si contano i voti e poi si tratta». Messaggio recepito.

Cristian Invernizzi e Matteo Salvini hanno chiesto agli elettori di fare della Lega «il primo partito regionale». La prua della nave della Lega ha, però, più obiettivi. Se dovesse saltare l’Agricoltura (che resta il primo obiettivo dei leghisti calabresi), Salvini potrebbe chiedere l’assessorato al Turismo (che interessa anche a Fratelli d’Italia), oppure, come ha detto ieri a Spezzano della Sila, andrebbe bene anche un assessorato alla Montagna: «Così abbiamo fatto nelle nostre regioni che governiamo al Nord, dove gente del posto si occupa solo ed esclusivamente delle questioni del turismo di montagna». Che vuole dire impianti sciistici e tanto altro.

Da Piero Fassino a Matteo Salvini: come cambia la Presila cosentina

Matteo Salvini, tra le altre cose, ha chiesto ai presenti quanti di loro fossero al loro primo comizio, e una parte ha alzato la mano e ciò dimostra come la sinistra ha perso smalto e credibilità. Andando a ritroso, ci si ricorda di Piero Fassino che nel 2009 arrivò in queste zone per appoggiare Mario Oliverio, impegnato nella campagna elettorale per il secondo mandato da presidente della provincia di Cosenza. L’avversario all’epoca era Pino Gentile.

Il Partito democratico lo guidava Pier Luigi Bersani. Sembra un’epoca fa, quando la Presila era impenetrabile estranei all’area di sinistra. Ora i confini sono indefiniti. Così Matteo Salvini può promettere un cambiamento sulla sanità, sulla viabilità, e cita la Statale 106 Ionica), la lotta alla ‘ndrangheta, a cui promette di fare «uno culo così». Il pubblico applaude (freddamente), scaldandosi solo al momento dei selfie. L’ultimo scatto non ferma la marcia di Matteo Salvini, che, una volta salito in macchina, si è diretto verso Corigliano Rossano e oggi tornerà in Emilia-Romagna.

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